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Se ne sta fra l'Australia e l'Antartide, l'isola
di Macquarie; ha una larghezza media di 5 km e una
lunghezza di 34. Non se ne sapeva nulla fino al 1810,
quando fu scoperta da navi che muovevano in quelle acque
durante una stagione di caccia alle foche.
Foche e pinguini abbondavano sull'isola di Macquarie;
i cacciatori vi posero delle basi, portarono viveri
e, come si sa, quando soprattutto allora le navi entravano
in un porto finiva sempre che dei topi - specie significativamente
presente a bordo - scendevano a terra, pure loro.
Nell'arco di poco tempo gli efficientissimi topi diventarono
un problema per i viveri custoditi nelle stazioni costruite
dai cacciatori. Intorno al 1878 si decise allora che
un po' di gatti avrebbero fatto un buon lavoro. Ma si
fece anche un'altra pensata: inserire nell'habitat animale
dell'isola anche qualche coniglio, così che i
cacciatori potessero facilmente cacciarli, avendo quindi
a disposizione del cibo buono e fresco.
Si sa come sono i conigli: si riproducono con
gran facilità. I gatti ci diedero dentro ma tenere
sotto controllo i conigli non è cosa facile.
Stiamo avvicinandoci alla contemporaneità, come
anni. Nei primi anni '60 del secolo scorso si contavano
circa 130 mila conigli sull'isola di Macquarie. La vegetazione
- cespugli bassi, ed erba, sostanzialmente - era quasi
del tutto scomparsa.
Basta animali, si disse. Ma chi lo disse? Non erano
più i cacciatori a decidere, a quel punto. Sull'isola
erano le autorità australiane per la conservazione
dell'ambiente che operavano con programmi di risanamento.
Però allora si capiva poco, va detto, di equilibri
ecologici.
Dunque basta animali: l'idea nuova fu la myxomatosi,
un virus che colpisce specificamente i conigli. Lo mettiamo
in circolazione, inoculato su un certo numero di esemplari,
e le cose andranno da sé.
I conigli non la presero bene e però presero
pure il virus. Nel 1985 c'erano 20 mila conigli sull'isola.
E la vegetazione si era ripresa abbastanza bene.
A questo punto, immaginate di essere un gatto selvatico
sull'isola di Macquarie: cosa fareste? Mi pare evidente
che comincereste a guardare con interesse tutti i tipi
di uccelli presenti nei dintorni.
Infatti: una strage. Per prevenire la scomparsa dei
volatili, nel 1985 si iniziò un programma per
eliminare i gatti.
Nel 2000 fu ucciso l'ultimo gatto.
Bene: l'ultimo rapporto sulle condizioni dell'isola
dice che ci sono conigli dappertutto, la myxomatosi
si sta esaurendo, e la vegetazione pure.
Non c'è niente da fare, insomma: sembra banale
potersi sostituire alla natura, ma non lo è.
Sembra banale, attenzione, perché i meccanismi
naturali sono effettivamente quelli. Anche la natura
usa delle nuove specie di predatori che regolano la
presenza di altri animali, perché se li mangiano;
anche la natura mette in moto dei virus come agenti
selettivi, e le epidemie naturali sono un dato reale
e concreto.
Ma il fatto è che se è lei, la natura,
a miscelare gli ingredienti, le cose funzionano; se
siamo noi, eh bé, non siamo all'altezza. Ci arriveremo?
Chi può dirlo. Al momento non ci siamo, e sarebbe
meglio tenerne conto prima che un giorno, per esempio,
la finale di coppa dei campioni non si possa giocare
perché il campo è pieno di conigli.
(13 febbraio 2009)
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