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Per gli autori della super venduta in tutto il mondo
serie televisiva di CSI è arrivata una
notizia agghiacciante (beh, insomma, non proprio; stiamo
un po' esagerando). La gestione della cosiddetta "scena
del crimine" potrebbe cambiare sostanzialmente,
e spostarsi dal reale al virtuale. La Industrial
Research, azienda neozelandese, ha inventato un
sistema laser che consente di fare una scansione di
un dato spazio, tipicamente la stanza di una casa nella
quale è avvenuto un crimine. La scansione ha
livelli altissimi di accuratezza, ed è quindi
in grado di registrare particolari con dimensioni molto
piccole. Non solo: la scansione è tridimensionale
e ciò consente di misurare le distanze fra gli
oggetti con assoluta precisione, un dato che nella interpretazione
dei fatti è spesso molto importante. Come abbiamo
imparato da anni di serie gialle, sappiamo che se la
vittima, per esempio, cade colpita a morte avendo in
mano un certo oggetto, questo non può andare
più di tanto lontano e può seguire certe
direzioni e non altre. C'è una balistica del
crimine, insomma.
L'utilità dello scanner è principalmente
una: evitare che la scena del crimine sia percorsa da
persone, per quanto siano avvolte da tutte bianche,
guanti e mascherine. La presenza di umani, infatti,
può alterare dei particolari. Ecco, allora, che
la prima cosa da fare dovrebbe essere, appunto, una
scansione di tutta l'area, fissandone lo stato generale.
Poi, con pinzette e bustine di plastica, si può
agire direttamente e con minori problemi.
(12 febbraio 2009)
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