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I pesci gatto come biocombustibili



 

Probabilmente si può essere un po' disorientati dalle tante notizie che riguardano il biodiesel. Meglio: i biodiesel , e cioè quei combustibili che si ricavano da sostanze organiche, tipicamente vegetali, ma possono essere anche animali. E' giusto essere disorientati perché ogni settimana esce una nuova notizia con la proposta di una nuove fonte, per il biodiesel, e noi infatti stiamo per parlarvi del pesce.
Tuttavia, questo disorientamento è comprensibile ma non giustificato: sono tutti esperimenti che è molto interessante che avvengano, perché, siamo sempre lì, dobbiamo arrivare a bruciare sostanze che producano dosi di CO2 le più basse possibili. Non c'è quindi niente di strano. Abbiamo le tecnologie che sono in grado di trasformare in combustibile molti prodotti naturali. E fra questi ci sono anche i pesci. Del Vietnam. Solo loro? No, ma diciamo prima che il tutto nasce da un gruppo di ricerca finlandese, il VTT Technical Research Center of Finland, che sta portando avanti un progetto finanziato dall'Unione Europea. Si Chiama Enerfish, nome che dice tutto. In Vietnam, nella cittadina di Hiep Thanh, si è costruita una fabbrica prototipo in un punto del fiume che attraversa la località. In Vietnam c'è una industria diffusa per la pesca e la lavorazione del pesce gatto (vedi foto accanto) - che, nei suoi fiumi, va ricordato, riesce a raggiungere anche dimensioni notevolissime, ovvero svariate decine di chili - e l'idea è che questa vasta infrastruttura sia ideale per affiancarle una produzione di biodiesel. Il progetto poi ha un'altra finalità ovvero quella di fornire tecnologie per il risparmio energetico ai paesi in via di sviluppo, e il Vietnam è uno di questi.
Una precisazione importante: non si produce biodiesel pescando pesci gatto e trattandoli in modo da farli diventare combustibile. Sarebbe un grande spreco. Si usano, invece, tutti gli scarti della lavorazione, ovvero dell'inscatolamento dei pesci, e questa sì che è una buona idea perché si utilizza materiale che andrebbe buttato via. Per avere un'idea delle quantità, possiamo dire che gli impianti della azienda vietnamita, sui quali opera la tecnologia sperimentale finlandese, producono 120 mila kg di scarto di pesce giornalieri, davvero una bella cifra.

(30 gennaio 2009)

 

 

 

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