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Fra anatre e Airbus, chi vince?


 
   
 

E' una storia di vecchia data quella che racconta degli incontri ravvicinati fra uomini volanti e stormi di uccelli.
Il 7 settembre del 1905 leggiamo sul diario dei fratelli Wright:" ... compiuto volo di 4751 metri in 4 minuti e 45 secondi ... inseguito stormo di uccelli .... ucciso uno".
La storia, dunque, inizia con gli uomini che, raggiunta la capacità di volare, si sentono addirittura in grado di cacciare dai cieli gli uccelli.
Ma le cose cambiano rapidamente.

Il 3 aprile del 1912 Calbraith Rodgers, il primo pilota ad attraversare gli Stati Uniti da costa a costa, muore precipitando con il suo aereo dopo un impatto con un gabbiano.
Nel 1960 il primo grave incidente: il 10 marzo un aereo di linea decolla dall'aeroporto Logan di Boston e viene investito da centinaia di storni. I quattro motori dell'aereo si bloccano e il velivolo piomba sul porto della città; 62 le vittime.
Dopo questo incidente le autorità internazionali che presiedono alla regolamentazione dei voli decisero che era indispensabile chiedere ai costruttori di aerei la garanzia che i motori potessero sopportare un certo livello di incontri con volatili. Seguirono vari esperimenti per un certo numero di anni, nei quali, fra l'altro, vennero inventati dei marchingegni, cruenti e paradossali, che vennero soprannominati "sparapolli". E in effetti si trattava di cannoni caricati con poveri polli, i quali erono poi lanciati contro i motori messi in funzione su un banco sperimentale, a terra.

Con gli arerei a elica, sebbene il problema sia sempre rilevante, è però meno acuto che con i jet. L'elica, infatti, può distruggere gli uccelli prima che entrino negli ingranaggi. Con i jet niente impedisce che gli uccelli finiscano direttamente nella meccanica del motore.
In questo video un solo uccello penetra nel motore di destra di un aereo passeggeri in decollo. Il motore prende a sputare fiamme (vedi immagini in apertura) per un bel po' di secondi ma, fortunatamente, non si blocca e non perde eccessiva potenza, sebbene si veda che l'aereo beccheggia, e sia facile immaginare quanto il pilota in quei secondi sia impegnato a controllare, appunto, quel beccheggio.

Sono svariate migliaia, ogni anno, i contatti aereo-uccelli. Molti, e spesso con gli esiti più gravi, quelli con aerei militari nei quali la presenza di un solo motore è causa, determinandosi un blocco, di totale discontrollo del velivolo.
Qui si può vedere un filmato che ci mette nella posizione del pilota. Siamo nella fase di decollo di un caccia militare che prende il volo e punta verso le nuvole. Si guardi con attenzione il filmato a 5 secondi dal suo inizio. Si vedrà un uccello che impatta l'aereo. Un proiettile nero, velocissimo.
Nelle immagini successive si vede che il velivolo vira a destra e poi progressivamente punta verso terra. Il pilota è riuscito a dirigere verso un terreno agricolo e privo di persone e abitazioni. Poi ha abbandonato il mezzo utilizzando la procedura di eject dall'abitacolo.

In conclusione, sebbene nella stragrande maggioranza dei casi gli incontri fra aerei e uccelli non diano luogo a esiti gravi, è però un dato che si tratti sempre di eventi con dinamiche ed effetti non trascurabili.

(16 gennaio 2009)


 

 

 

 

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