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Cè un processo alla base di qualunque forma di vita
sul nostro pianeta: è la differenziazione cellulare. Lorganismo
finale, fatto di occhi, pelo, un cuore, oppure radici, foglie,
è una collezione di insiemi di cellule. Le cellule che
costituiscono il sistema nervoso sono ben altra cosa di quelle
che risiedono nelle ossa.
Però, quando si risale alle origini
di un singolo organismo, sappiamo che le cellule presenti, le
cosiddette staminali, sono la struttura unica e uniforme, in grado
di differenziarsi, in tempi rapidi, negli insiemi di cui si è
detto. E certamente uno dei fenomeni naturali più
affascinanti e, allo stesso tempo, ancora alquanto misterioso.
Comprenderne il funzionamento potrebbe aprire uno scenario di
enormi possibilità per la vita. La scomparsa delle malattie,
dicono alcuni; la scomparsa della nostra specie, dicono altri,
sottolineando che maneggiare tali conoscenze è compito
per specie molto più sagge di quanto noi si sia.
E
un appuntamento con la storia che, attraversato da interrogativi
che per il momento possiamo tralasciare.Un gruppo di ricerca della
Tuft University, a Boston, avrebbe compiuto un passo significativo
nella comprensione della differenziazione cellulare, evidenziando
sperimentalmente che i segnali elettrici sarebbero allorigine
del processo.
Studiando una collezione di cellule staminali umane,
il gruppo ha scoperto che nella fase di differenziazione fra cellule
delle parti grasse e cellule ossee, si determinava un cambiamento
nel voltaggio elettrico (che le cellule esprimano elettricità
è un dato noto da tempo).Ai ricercatori è allora
venuto in mente di alterare questo voltaggio, alzandolo e abbassandolo.
Il risultato è stato netto: con voltaggio più alto
la differenziazione cresce, mentre a livelli più bassi
si blocca.
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