 |
|

I servizi
e le interviste
di Moebius
|
|
 |
LHC: stop per guasto
a due magneti
|
|
La notizia è giunta sulle
prime pagine di giornali e telegiornali. Comprensibile, perché
la partenza dell'LHC, dieci
giorni fa, è stata un evento mondiale. Moebius ha seguito
i primi passi dell'acceleratore.
Vai all'approfondimento!
Adesso la macchina si è fermata. Non può sorprendere
che un esperimento di questa portata possa avere un decollo lento
e con inevitabili messe a punto di tutta la filiera dei macchinari.
Certo, il desiderio di procedere con gli esperimenti è forte,
come l'attesa sui possibili risultati.
Il guasto verificatosi sabato (20 settembre 2008) riguarda una coppia
di magneti. Sono dispositivi che lavorano a meno 271 gradi centigradi,
ovvero le temperature più fredde raggiungibili sul pianeta,
condizioni alle quali le resistenze elettriche sono praticamente
nulle e ciò consente di operare con le alte energie necessarie
all'LHC.
Probabilmente all'origine di tutto c'é stata la fusione della
connessione elettrica fra i due magneti, che avrebbe provocato la
dispersione di grandi quantità di elio liquido all'interno
del tunnel. Ora si tratta di vedere il danno "da vicino",
ovvero raggiungere i magneti entrando nel tunnel dell'acceleratore,
impresa non facile perché la presenza di elio al momento
non crea condizioni ambientali agevoli. Quanto ci vorrà per
ritornare operativi? Secondo il Cern un tempo minimo di due mesi,
necessari per riscaldare il tratto coinvolto, ripararlo e raffreddarlo
nuovamente. Ma il tempo reale per riprendere le operazioni sarà
chiaro solo dopo una analisi accurata.
(22 settembre 2009)
|
|
 |
|
|
|