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Ascoltate questi suoni!
Provengono dallo spazio che sta sopra di noi, lontano dalla superficie
terrestre ma non fuori dal nostri pianeta. Anche in questo momento,
mentre voi state ascoltando della musica o ricevete il segnale
Internet via wireless, questi suoni sono generati, lassù.
Essi ci comunicano la presenza costante del flusso di particelle,
uno sciame immenso che proviene dal Sole e che incontra gli strati
alti dell'atmosfera, la ionosfera, più esattamente. E sulla
ionosfera il flusso rimbalza, se così non fosse raggiungerebbe
il suolo con effetti poco gradevoli per la vita sul nostro pianeta.
L'aurora boreale, quel fenomeno che si coglie nelle regioni
più vicine ai poli, quando nel cielo appaiono quelle fantastiche
strisce di luce, gialle, rosse, bianche, l'aurora boreale è
l'effetto ottico dello sciame di particelle che rimbalza sulla
ionosfera. L'effetto sonoro è invece prodotto da apparecchiature
che registrano il campo elettromagnetico generato dal fenomeno,.
L'intensità di questi segnali è altissima. Circa
10 mila volte quella del più potente radar militare oggi
in funzione. Sulla Terra, verso il suolo cioè, questa
intensità va scemando. Se così non fosse voi non
sentireste nessuna trasmissione radio, e nemmeno televisiva; nessun
cellulare funzionerebbe. Internet via wireless nemmeno, qualcosa
di meglio si potrebbe ottenere con collegamenti via cavo. In breve:
gran parte delle modalità di comunicazione che stiamo usando
da decenni sarebbero annullate. Qualcosa del genere accade, raramente,
quando il flusso di particelle proveniente dal Sole raggiunge
livelli particolarmente elevati. Verso i poli non si comunica,
in altre parti del pianeta ci sono problemi. Ma tutto, in linea
di massima, ritorna normale nell'arco di ore. Una sezione di ricerca
dell'ESA, l'Ente spaziale europeo, ha raccolto i suoni
che state ascoltando. Lo ha fatto con una accuratezza superiore
a quella finora disponibile, e sta anche analizzando come si comporta
l'aurora, perché il campo generato non è sempre
uguale e le sue variazioni sono in parte connesse alle dimensioni
del pianeta e alla sua velocità di rotazione intorno al
proprio asse. Ma il dato più interessante è che
si può guardare verso lo spazio e cercare questi suoni
puntando verso stelle lontane. Se intorno ad esse ci sono dei
pianeti con atmosfere, e quindi buoni candidati per eventuali
forme di vita, bene, da loro, da questi pianeti, dovrebbero arrivarci
i suoni che già cogliamo intorno alla Terra. Potremmo dire
che queste sonorità, che in certi momenti possono ricordare
quelli di piccoli degli uccelli, quando sono ancora nel nido,
od anche quello delle rondini, qualcuno dirà giustamente,
uccelli un po' meccanici, robotici, e se pensiamo alla rondini
ci immaginiamo che siano migliaia in cielo, bene, sono una possibile
traccia di vita nell'Universo. Ma se sono rimasti solo robot,
allora dell'atmosfera potrebbero anche farne a meno, e i suoni
potrebbero davvero essere solo quelli delle rondini meccaniche.
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(7 luglio 2008)
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