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I servizi
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Cina: le dighe create dal terremoto
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Nell'immagine qui sopra si vede chiaramente un bacino d'acqua
chiuso, a destra, da un terrapieno piatto sul quale stanno lavoando
dei camion. E' piatto perché tale è stato reso dai
lavori. Ancora più a destra si intuisce una valle. Siamo
quindi lungo un fiume, e il terrapieno appare come deve apparire:
una diga. Una diga artificiale, però, generata da 2 milioni
di metri cubi di detriti che, dopo il terremoto in Cina del 12
maggio 2008, sono stati trasportati dalle acque del fiume Chaping.
Le proporzioni del dissesto idrogeologico sono assolutamente drammatiche:
la diga è alta 70 metri, e la massa d'acqua che si è
creata prima dello sbarramento ha già sommerso molti villaggi.
Ora, naturalmente, il problema è che lo sbarramento di
detriti, della cui solidità nel tempo si può ampiamente
dubitare, non sia il preambolo a una nuova tragedia.
La situazione che si è verificata sul fiume Chaping non
è l'unica. E' la più critica, ma lungo altri fiumi
si sono generate altrettante dighe artificiali, non così
imponenti ma comunque in grado di generare, aprendosi, danni gravi.
Gli interventi in corso stanno lavorando alla apertura di canali
di scolo che, lentamente, consentano l'abbassamento dei
livelli d'acqua e la progressiva eliminazione dei detriti.
(15 giugno 2008)
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