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I servizi
e le interviste
di Moebius
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Defunto un pianeta, se ne fa una intera categoria. Plutone, recentemente
degradato a sub-pianeta con grande disappunto degli astronomi
americani (che avevano scoperto solo quello), è dall'11
giugno il capostipite di una schiera di corpi celesti, i Plutoidi.
Plutoide, secondo l'Unione Astronomica Internazionale, è
un oggetto di dimensioni inferiori a quelle planetarie, dotato
di massa sufficiente a conferirgli forma sferica ma insufficiente
a ripulire i dintorni dell'orbita da altri oggetti di massa simile,
e che orbiti oltre Nettuno. Plutoide è quindi anche Eris,
il solo oltre a Plutone ad appartenere alla nuova categoria.
E' la massa il fattore chiave che determina sia la forma dell'oggetto
che la "pulizia" dell'orbita. Infatti è la massa
che, oltre una certa soglia critica, genera forze gravitazionali
sufficienti a superare le resistenze strutturali offerte dalla
roccia di cui il planetoide è composto, facendo sì
che assuma forma sferica (si parla di comportamento "fluido"
del corpo; un fluido infatti, in analoghe condizioni, formerebbe
una goccia sferica). Ed è sempre la gravità che
consente a un pianeta, in migliaia o milioni di rivoluzioni a
partire dalla sua nascita, di ripulire i dintorni dell'orbita
da oggetti sufficientemente grandi da produrre impatti distruttivi
o da deviarne l'orbita.
(13 giugno 2008)
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