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I servizi
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Le sfere di fuoco, un po' meno
misteriose
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Il primo guaio, noto alle cronache,
l'hanno combinato nel 1750 quando Georg Richmann, scienziato e studioso
di fenomeni elettrici, si trovava nel suo laboratorio di San Pietroburgo.
Stiamo parlando delle cosiddette sfere di fuoco, uno strano fenomeno
che appare in alcune situazioni in cui ci sono grandi correnti elettriche
nell'ambiente, tipicamente durante temporali con fulmini. Ma anchenei
laboratori può capitare che si producano. Blu, rosse, grandi
come una palla da tennis suppergiù.
Richmann stava facendo esperimenti sui fulmini, si produsse una
di queste sfere che lo colpiì al volto e lo consegnò
a miglior vita, ferendo anche il suo assistente e scardinando la
porta del laboratorio.
Innumerevoli li avvistamenti da parte di comuni cittadini, in tutto
il mondo, anche se forse molte volte si tratta di avvistamenti fantasiosi
perché non è poi un fenomeno così facile a
determinarsi.
Il fatto curioso è che ad oggi non si sa cosa le crei,
queste sfere di fuoco. Tante ipotesi, ma niente di sostanzioso.
Però sembra che un passo in avanti ci sia. E' dovuto a
due ricercatori della Università di Tel Aviv, Eli Jerby
e Vladimir Diktiar. Facendo esperimenti su delle polveri di silicone
bombardate da microonde si sono trovati di fronte alla formazione
di colonne luminose bluastre.
L'idea che le particelle di silicone avessero a che vdere con
le sfere di fuoco è balzata nella lroro mente.
Si sono messi in contato con due colleghi francesi che lavorano
al laboratorio di Rennes dove c'è una macchina per la radizione
di sincrotrone, appartao che produce fasci di raggi X molto intensi.
Qui si sono create delle condizioni per cui le sfere di fuoc si
sa che si producono e poi le si è radiografate, diciamo
così, con i raggi X. Ebbene, il risultato è che
esse sono composte da particelle delle dimensioni di 5 nanomentri,
50 miliardesimi di metro, insomma. Non è una spiegazione,
però ora sappiamo che molto probabilmente le sfere sono
come delle nuovole di microparticelle catroche di elettricità.
Adeso bisogna capire come si formano, naturalmente, e questo non
sarà banale.
(23 aprile 2008)
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