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I servizi
e le interviste
di Moebius
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Turismo, fra i ghiacci e nello
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Robert Lambert svolge il ruolo di osservatore ufficiale delle
attività turistiche nell'Antartico, incarico assegnatogli
dalla International Association of Antarctica Tour Operators (IAATO).
Il suo lavoro è controllare l'organizzazione ma anche i
riflessi delle missioni turistiche nel continente di ghiaccio.
Missioni che nel 2006 hanno portato circa 35 mila persone, con
crociere che partono dall'America del Sud e dal Sud Africa, a
visitare l'Antartico. Il bilancio culturale di questi viaggi sembra
essere positivo, così ha dichiarato Lambert in una intervista.
Si tratta di viaggi nei quali l'attenzione ai problemi ecologici
di questo continente è ben sottolineata dagli organizzatori,
mentre ai turisti appare -e spesso con sorpresa rispetto all'immagine
che è facile avre di questa area geografica - quanto sia
vasto il patrimonio di biodiversità immerso fra ghiacci
che è comprensibile siano ritenuti sostanzialmente poveri
di vita. In conclusione, insomma, il turismo antartico sembra
essere una delle migliori fonti di sensibilizzazione ambientale.
Ma c'è anche il turismo nello spazio. Al momento i numeri
sono bassi, come tutti sanno. Pagando cifre stellari, appunto,
sono andati in orbita alcuni miliardari (milionari non basta).
Meno di dieci persone. Ma uno studio effettuato da un team delle
Università del Delaware e della Sapienza, ha ricavato che
c'è una domanda potenziale di 13 mila turisti, da qui al
2021. Quest'arco temporale ha la sua motivazione perché,
anche con incrementate possibilità tecnologiche nei viaggi,
non sarà ancora così semplice andare nello spazio
nei prossimi anni. Ma costerà meno, certamente. Il punto
di svolta per la nuova era del turismo spaziale dovrebbe scattare
nel quinquennio 2010-2015.
(27 febbraio 2008)
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