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Belzebufo, la rana infernale, è stata ritrovata
in Madagascar qualche giorno fa. E' un fossile e risalirebbe
a 80 milioni di anni fa. Doveva essere una bestiola di circa 40
centimetri con un peso intorno ai 4 kg. Nel mondo delle
rane contemporanee il peso massimo raggiunto è di 1 kg,
max 1,5 kg. La cosa più interessante, tuttavia, di questa
scoperta è di tipo geografico o, meglio, geologico. Infatti:
come hanno chiamato il fossile? Lhanno chiamato Beelzebufo,
che deriva, volutamente, da Belzebù, il diavolo.
Ha ricevuto questo nome perché dallanalisi dei resti
appare evidente che si trattasse di una specie che, oggi, è
rappresentata dalle cosiddette rane cornute, che vivono dove?
Vivono solo in Sud America, dall'altra parte del mondo...e con tanto di oceano in mezzo!
Ma proprio qui sta
il punto: la vicenda suggerisce che i due attuali continenti erano
uno solo, tanti milioni di anni fa. Una conferma e ce ne
sono state altre analoghe della deriva dei continenti.
Solo che lanalisi dei reperti del Beelzebufo porta a una
datazione di 80 milioni di anni fa (Cretaceo), come abbiamo detto,
mentre le teorie attuali sulla deriva dei continenti ci danno
120 milioni di anni come era nella quale le due placche continentali
erano unite. Insomma, la super rana ci aiuta ad avere più
precisione nella storia geologica del nostro continente. E a proposito
di deriva dei continenti, vale aggiungere una osservazione che
può essere utile per guardare alle mappe geografiche attuali
mentre si immagina come fossero 120 milioni di anni fa, appunto.
In molte forme degli attuali continenti si vede bene che i profili
delluno possono ben combaciare con quelli dellaltro, però in altre configurazioni
ciò non sembra possibile. Ebbene, non bisogna restare ai
profili oggi in superficie. Alcune immagini satellitari, infatti,
dalle quali emerge la configurazione più profonda delle
coste basta guardare a 50, 100 metri di profondità
si vedono coincidenze molto più precise. I livelli
del mare sono cambiati, e la rottura fra due continenti potete
anche simularla con una torta paradiso spezzata a metà.
In superficie magari si sbriciola e sotto invece restano i due
pezzi complementari.
Per maggiori informazioni: leggi
l'articolo in inglese della National Science Foundation.
(21 febbraio 2008)
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