 |
|

I servizi
e le interviste
di Moebius
|
|
 |
Scoperto il meccanismo
che regola le glaciazioni
|
|
Qual è il meccanismo alla base del rapido scioglimento
delle calotte polari alla fine delle epoche glaciali?
C'è finalmente una risposta scientifica a questa domanda.
Indubbiamente, la teoria astronomica del matematico serbo Milutin
Milankovitch e
i suoi effetti collettivi delle variazioni dei moti della Terra
sul clima, hanno lasciato una grande eredità sulle cause
dell'alternarsi delle glaciazioni e dei periodi temperati; nonostante
tutto la teoria non fornisce spiegazioni convincenti sul perché
e sulla tempistica del cosiddetto fenomeno delle "terminazioni
glaciali", cioè lo scioglimento delle calotte polari
alla fine delle epoche glaciali.
In un articolo dal titolo: "The history of glacial terminations
from the Tiber River(Rome): insights to glacial forcing mechanisms",
ovvero: "La storia delle terminazioni glaciali rilevata dal
Tevere: un'intuizione sul meccanismo delle glaciazioni",
è racchiusa la risposta a questa domanda.
Lo studio cui fa riferimento l'articolo è stato effettuato
da Fabrizio Marra, Fabio Florindo e Enzo Boschi, scienziati
INGV (Istituto
Nazionale di Geofisica e Vulcanologia).
Lo studio ribadisce il concetto di Milankovitch, ma in più
il modello proposto chiarisce come non sia tanto il verificarsi
di particolari massimi di insolazione - cioè periodi molto
caldi- a innescare un veloce scioglimento delle calotte polari,
bensì l'occorrenza di minimi 'moderati', cioè meno
freddi della media.
L'articolo di Marra, Florindo, Boschi, elabora un modello originale
di correlazione tra i tempi di deposizione della successione sedimentaria
del Tevere e il verificarsi dell'ultima terminazione glaciale
e applica tale modello alle successioni sedimentarie del Tevere
più antiche, fornendo una raccolta di dati relativa a una
serie di terminazioni glaciali avvenute tra 800.000 e 350.000
anni fa.
Sembra quindi possibile affermare che il sistema atmosfera-oceani
sia sensibile a minime variazioni di temperatura globale.
Questo ribadire il ruolo determinante dell'insolazione sulla regolazione
dei cambiamenti climatici a scala globale, dovrebbe far riflettere
sull'effettivo ruolo dell'anidride carbonica come fattore predominante
sull'andamento della temperatura e, sicuramente, non attenua le
preoccupazioni sulla possibilità che nei prossimi decenni
ci si avvii verso un pianeta sempre più surriscaldato.
QUI
un sito che raccoglie le registrazioni storiche del contenuto
di anidride carbonica da campioni di ghiaccio e dall' atmosfera.
(29 gennaio 2008)
|
|
 |
|
|
|