 |
|

I servizi
e le interviste
di Moebius
|
|
 |
L'uomo di Neanderthal.
Pallido e rosso di capelli
|
|
Gli antropologi lo sospettavano già: 45.000 anni fa, in
un'Europa dal clima molto più rigido di quello attuale,
il colorito scuro della pelle doveva essere uno svantaggio. Molto
meglio, per chi popolava il continente in quel periodo, avere
la pelle chiara che, povera di melanina, permette di catturare
meglio i raggi UV agevolando la produzione di vitamina D, che
fortifica le ossa.
A quel tempo, gran parte del continente era abitato dagli uomini
di Neanderthal. E uno studio appena pubblicato su Science
conferma che almeno alcuni di loro (uno su 100, stimano gli autori)
dovevano essere più simili a un irlandese che a un siciliano:
avevano infatti la pelle chiara e i capelli fulvi.
Del gruppo
internazionale di ricercatori che hanno condotto l'indagine facevano
parte anche tre italiani, provenienti dalle università
di Firenze e di Siena.
Analizzando il DNA estratto da due individui rinvenuti rispettivamente
in Spagna e in Italia, i ricercatori hanno individuato il gene
MC1R, che regola la pigmentazione e ne hanno studiato la funzione
in laboratorio, in cellule coltivate in vitro. Hanno così
scoperto che il gene ha l'effetto di regolare l'azione della melanina
favorendo la comparsa del fotitipo rosso. MC1R si trova anche
negli uomini moderni, ma in una variante diversa: sebbene la differenza
sia piccolissima, la sua presenza indica chiaramente che il colorito
chiaro si è evoluto in tempi diversi e in modo indipendente
nell'uomo di Neanderthal e nel Sapiens.
(4 novembre 2007)
|
|
 |
|
|
|