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Le 527 pagine piene di cifre e grafici, rese note dall'Unep nei
giorni scorsi, ribadiscono un dato allarmante: il sistema Terra
rischia il collasso, perché le risorse che il pianeta produce
non sono più in grado di sostenere l'impetuosa crescita
dell'uomo. L'allerta lanciato dal rapporto Geo-4 non è
certo il primo su questo tema. Di diverso rispetto al passato
c'è però che i quasi 400 esperti chiamati a redigere
il testo (che ha poi ricevuto l'ok di altri 1.000 scienziati di
tutto il mondo prima di essere pubblicato) hanno messo insieme
i dati relativi a moltissimi aspetti, con l'obiettivo esplicito
di chiarire che il nostro pianeta è un sistema integrato,
e che i problemi dell'ambiente si influenzano e si rafforzano
a vicenda. I dati sono stati ottenuti analizzando ciò che
è successo negli ultimi decenni e tenendo in conto i risultati
di altri gruppi di scienziati (primo fra tutti quello dell'Ipcc,
insignito recentemente del premio Nobel per la pace).
I problemi di maggiore criticità, per i quali si è
raggiunto o si sta raggiungendo un punto di non ritorno, sono
numerosi. L'acqua, per esempio: entro il 2050 - stima il rapporto
- la necessità di acqua dolce aumenterà del 18%
nei paesi industrializzati, e del 50% in quelli in via di sviluppo.
Già oggi però si usa il 70% delle risorse disponibili.
"La scarsità di acqua diventerà intollerabile"
scrive l'Unep, specie nei Paesi poveri, dove le falde sono spesso
anche inquinate o contaminate da agenti patogeni. Le acque contaminate
- avverte il rapporto - rappresentano già oggi la principale
causa di malattie e morte.
A scarseggiare saranno però anche altre risorse. Alla fine
dei combustibili fossili l'uomo porrà rimedio implementando
fonti energetiche alternative (le tecnologie esistono), ma non
c'è rimedio all'esaurimento di alcune importanti fonti
alimentari: prima fra tutte, il pesce. Il suo consumo è
triplicato negli ultimi 40 anni, con il risultato che, negli oceani,
c'è il 30% di pesci in meno, e che molte specie sono sull'orlo
dell'estinzione. E i mari sono solo uno degli aspetti di quello
che per l'Unep è uno dei problemi più preoccupanti
per la salute del pianeta: la perdita di biodiversità.
Sono a rischio un terzo degli anfibi, quasi un mammifero su quattro
e il 12% degli uccelli. "La sesta estinzione di massa è
in corso, e questa volta la causa è l'uomo" accusa
l'Unep, che ritiene anche che il fenomeno sia ormai sostanzialmente
irreversibile.
Il rapporto tocca poi altri aspetti relativi alle conseguenze
dei mutamenti dell'ambiente sulle popolazioni umane: ci sarà
una diminuzione ulteriore della disponibilità di cibo nei
Paesi poveri (specie in Africa) e un aumento generalizzato del
numero di coloro che vivono al di sotto della soglia di povertà.
Preoccupante è anche l'aumento degli inquinanti, e in particolare
di Pm10, causa di malattie cardiovascolari e respiratorie. Unico
dato positivo: l'eliminazione dei Cfc, causa dell'assottigliamento
dello strato di ozono atmosferico. Davvero troppo poco per un
pianeta malato.
Qui
trovate alcuni file pdf con i dati principali del rapporto
Qui
c'è un video (in inglese) che illustra i punti principali
Questo è invece il commento
(in inglese) di Achim Steiner, direttore esecutivo dell'Unep
(30 ottobre 2007)
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