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I servizi
e le interviste
di Moebius
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Fisica: l'hard disk. Chimica:
le superfici. Sono i premi Nobel.
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Effetto di magnetoresistenza gigante: ovvero come racchiudere
sempre più informazioni in un sempre minor spazio. E' questa
la chiave del vertiginoso sviluppo dell'elettronica negli ultimi
due decenni e dell'avvento dell'era digitale. Più miniaturizzazione
significa circuiti più veloci, meno consumo di energia
e la possibilità - è ormai esperienza comune - di
racchiudere migliaia di immagini, brani musicali e dati in genere
in pochi centimetri cubi.
Scoperto indipendentemente dal tedesco Peter Grünberg e
dal francese Albert Fert nel 1988, l'effetto di magnetoresistenza
gigante (GMR) è alla base del funzionamento dei moderni
hard disk. Ed è valso ai due scienziati il Nobel per
la Fisica 2007.
Il Nobel per la Chimica, invece, è stato assegnato
a Gerhard Ertl, 71 anni, ora professore emerito al Friiz
Haber Institut Max Planck di Berlino. Ertl è stato premiato
per i suoi studi sui processi chimici che agiscono sulle superfici
solide. Si tratta di una ricerca di base che ha aperto molte direzioni
applicative.
Su entrambi i premi ascoltate una
intervista di Margherita Fronte a Elisa Molinari, responsabile
dell'INFM di Modena e del Centro S3.
(10 ottobre 2007)
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