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E il caso di dirlo: i due più famosi ricercatori
italiani nel campo dellAIDS, Barbara Ensoli e Fernando Aiuti,
si troveranno in tribunale per derimere una controversia che non
ha trovato altre strade per essere ricomposta.
E Barbara Ensoli, che dai suoi laboratori presso lIstituto
Superiore di Sanità, ha denunciato Fernando Aiuti, della
Università della Sapienza. Una denuncia per calunnia. La
procedura è partita a metà agosto e, al momento,
non vi sono segni di un rientro delle conflittualità. Ensoli
e Aiuti, insomma, non paiono intenzionati a trovare una qualche
forma di "rientro" dal clima di scontro frontale che
fra di loro si è generato.
Tutto nasce dalle procedure per testare la validità del
vaccino per lAIDS che Barbara Ensoli ha messo a punto nel
2004. Si tratta dei cosiddetti trias clinici che, in fasi successive,
devono verificare sia lassenza di rischi nellutilizzo
del farmaco sulluomo che la sua reale efficacia.
Una commissione ha verificato un anno e mezzo fa una prima serie
dei trials, stendendo un rapporto critico sulle procedure adottate.
Vi sarebbero delle deviazioni dai protocolli che erano stati dichiarati
necessari per il test, per esempio una riduzione netta nel numero
dei volontari utilizzati per gli esperimenti, passati da 88 a
47.
La relazione della commissione di controllo è pervenuta
a Ferdinando Aiuti. Non è chiaro se esista una regola che
dovrebbe assicurare una certa riservatezza a questo genere di
documenti: fatto sta che Aiuti del quale, fra laltro,
Barbara Ensoli è stata allieva ha mandato a più
colleghi i risultati dellindagine con laggiunta di
suoi ulteriori commenti critici.
Da qui la denuncia di Barbara Ensoli. La sua tesi è che
un conto è un atteggiamento critico scientifico, altra
cosa è promuovere una campagna denigratoria.
La rivista Science del 10 agosto, che dedica molto spazio a tutta
la vicenda, ha intervistato anche lamericano Robert Gallo,
uno dei due fondatori, se è concesso usare
questa espressione, della ricerca sullAIDS, insieme al francese
Luc Montaigner. Gallo, che ora dirige le ricerche di virologia
umana presso lUniversità del Maryland, conosce bene
Barbara Ensoli, che ha lavorato con lui per anni, e della quale
ha un ottima opinione. Ma, sostiene Gallo, dietro la querelle
cè una questione di investimenti: la Ensoli
ha ricevuto gran parte dei milioni che lo Stato italiano ha dedicato
alle ricerche sullAIDS, e questo ha ovviamente suscitato
risentimento negli altri. E Gallo stesso è dellopinione
che vi sia una mancanza di equilibrio nella assegnazione di tali
fondi.
Sul funzionamento del vaccino emergono critiche anche da parte
di altri ricercatori, non solo italiani. Barbara Ensoli sostiene
che le opinioni della commissione di verifica sono, a loro volta,
tutte da verificare, e che Aiuti si è lanciato in una campagna
denigratoria prima che le fosse stato possibile esprimere le sue
contro-osservazioni.
Il fatto è, però, che dal Ministero della Sanità
sono già stati stanziati non pochi milioni in totale
più di una cinquantina per nuove fasi di trial in
Italia e, soprattutto, in Sud Africa, questo senza che sia ancora
giunta una soddisfacente analisi delle critiche espresse alla
prima fase.
In attesa di auspicabili chiarimenti su tutta la materia, si può
concludere segnalando che Barbara Ensoli ha chiesto a Fernando
Aiuti danni per 2,5 milioni di euro.
(30 agosto 2007)
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