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Supercomputer per superbiologia
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La crescita della potenza di calcolo unita allo sviluppo dei
sistemi di simulazione stanno aprendo un nuovo scenario nelle
ricerche biologiche e sui sistemi viventi in genere. La direzione
di ricerca è semplice da descrivere: se si conoscono tutte
le variabili in gioco, come quando si parte dall'insieme del traffico
ferroviario che, in un dato giorno, occupa la rete ferroviaria,
allora un computer può simulare come si evolvono tutti
gli spostamenti. Si possono anche cambiare le variabili e rendere
il quadro più complesso e poi far "girare" il
tutto sui computer, andando a studiare fenomeni che non sono acaduti
ma potrebbero accadere.
Il dato di fondo è che si riescono a vedere cose che in
altro modo non si possono vedere.
Naturalmente se si ha a che fare con situazioni ben più
complesse di una rete ferroviaria, i computer a disposizione devono
essere decisamente potenti.
Al National Resource for Biomedical Supercomputing (NRBSC) di
Pittsburgh (USA) c'è un sistema, con al centro una macchina
con grandi prestazioni, che è in grado di effettuare 21
trilioni di operazioni al secondo.
Vi segnaliamo un video creato all'NRBSC. Nasce dall'obbiettivo
di visualizzare la fisiologia della cellula e i processi che la
caratterizzano.
Nel video si vede, in particolare, il meccanismo della neurotrasmissione
nelle giunzioni neuromuscolari di una rana. Sembra una animazione
per Star Trek, ma in realtà in essa si muovono tutte le
componenti dello "spazio" biologico.
Chi lavora a queste ricerche, comunque, ci tiene a specificare
che le animazioni devono poi passare al vaglio di ulteriori verifiche.
In pratica la sequenza è la seguente: con il microscopio
elettronico si individuano le componenti in gioco, si fanno delle
ipotesi a partire dalla teoria conosciuta, e poi si mette in moto
il tutto con il computer. Quello che ne esce serve a produrre
un livello più avanzato di teoria e, soprattutto, delle
indicazioni da verificare sperimentalmente.
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