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E' il gran finale a cui va incontro ogni stella massiccia,
ma anche le piccole nane bianche, se riescono a rubare
materia a una compagna possono trasformarsi in supernova.
L'immane esplosione, è al contempo una forza
distruttiva e creatrice. E' infatti grazie alle supernove
(abbondantissime nell'Universo antico) che gli elementi
più pesanti dell'idrogeno e dell'elio, compresi
quelli indispensabili alla vita, si sono diffusi in
tutto lo spazio.
Le supernove sono di vario tipo, a seconda delle condizioni
e dei meccanismi fisici con cui si generano.
Supernova di tipo II

Credits: Chandra
Educational
Download: MPEG High
(6MB)
Nel video: con uno zoom si penetra nell'atmosfera
stellare di una gigante rossa, fino al nucleo, il luogo
in si genera l'energia che mantiene in vita e in equilibrio
la stella. Le reazioni nucleari danno via-via origine
a elementi sempre più pesanti, che si stratificano
formando una struttura a cipolla.
Quando vengono raggiunte determinate condizioni, le
reazioni nucleari rallentano e non riescono più
a produrre energia sufficiente a sostenere la pressione
degli strati più esterni, che collassano verso
il centro della stella e, sottoposti a un'improvviso
aumento di pressione, esplodono, dando vita a una Supernova.
In pochi minuti la stella è completamente distrutta,
sopravvive il nucleo che, trasformato in Stella di Neutroni,
può dare origine a una Pulsar. E' questo il destino
di ogni stella massiccia (tra le 8 e le 20 masse solari
circa).
Ipernova o Collapsar

Credits: Chandra
Educational
Download: MPEG High
(5MB)
Nel video: una gigante azzurra (si tratta
delle stelle più massiccie in assoluto, fino
a 30 o 40 masse solari) va incontro alla distruzione
in seguito al collasso del nucleo di ferro, al termine
della vita della stella. Nelle stelle più massicce
il nucleo di ferro può collassare sotto il suo
stesso peso trasformandosi direttamente in un buco nero.
A questo punto, tutta la massa restante della stella
inizia a precipitare verso il gorgo gravitazionale.
Dai poli del buco nero si sprigiona allora un potentissimo
getto di materia a velocità relativistica (oltre
il 99% della velocità della luce) e di raggi
Gamma (GRB), che perdura finchè tutta la materia
stellare viene inghiottita o dispersa, e si conclude
con un'esplosione che lascia come residuo il solo buco
nero. I GRB dovuti alle Collapsar sono i più
intensi e duraturi. La potenza del fascio di raggi gamma
e particelle emesso è tale da essere in grado
di strappare l'atmosfera di un pianeta a 100 anni luce
di distanza.
Curiose geometrie

Credits: Chandra
Educational
Download: Quicktime High
(10,7MB)
Nel video: contrariamente a quanto si potrebbe pensare,
la geometria di un'esplosione stellare è solo
raramente sferica, più spesso le nebulose che
rimangono a testimoniare queste catastrofi cosmiche
presentano invece forme inattese. Nel video è
stata simulata l'esplosione che ha dato origine alla
nebulosa catalogata con il codice SN 2006 gy.
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