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Sono i fratelli minori dei pianeti del sistema solare,
e anche gli abitanti più antichi, quelli che
conservano memeoria di ciò che il sistema solare
fu ai suoi promordi. Per questo studiarli è molto
importante, ma non solo. La possibilità che un
asteroide di grande taglia cada sulla Terra è,
infatti, tutt'altro che remota.
Sylivia, l'asteroide triplo

Credits: ESO
Download: Quicktime High
(12MB)
Nel video: L'asteriode triplo Sylvia, l'unico
conosciuto a tutt'oggi. E' noto che il sistema solare
è percorso, oltre che dai pianeti, da numerosi
oggetti di taglia variabile. I più grandi raggiungono
alcune centinaia di Km di diametro: si tratta di grandi
asteroidi come Cerere (900km di diametro) o Vesta. La
maggior parte sono tuttavia oggetti piccoli, le cui
dimensioni vanno da qualche metro a qualche chilometro,
e sono concentrati in una fascia disposta tra Marte
e Giove. Fin ora ne sono stati catalogati oltre 160
mila, ma si stima che superino il milione di unità.
Alcuni di questi oggetti possono anche volare in coppia
e, di recente, è stato scoperto il primo asteroide
triplo: il suo mome è Sylivia. Nel video, una
simulazione di ciò che si vederebbe avvicinandosi
a questo raro e curioso oggetto.
Comete e sciami meteorici

Credits: Massimo
Mogi Vicentini
Download: AVI High
Nel video: Una cometa è esemplificabile
con un pianetino minore di composizione mista ghiacco-roccia,
posto tipicamente su un'orbita eccentrica e inclinata
rispetto all'eclittica. Lungo il suo percorso orbitale,
e in particolar modo quando si avvicina al sole, dissemina
l'orbita di piccoli detriti che, se incrociano l'orbita
terreste, producono il ben noto fenomeno delle piogge
meteoriche. Di seguito il commento del vide istante
per istante:
0:22 - Attorno al perielio si ha la massima emissione
di gas, ioni e particelle solide. Queste ultime sono
le meno deviate tra i prodotti cometari, e tendono a
disperdersi lungo l'orbita del corpo d'origine.
0:35 - L'orbita della cometa va tipicamente soggetta
a perturbazioni più o meno marcate ad opera dei
pianeti maggiori, e non ricalca esattamente ogni volta
lo stesso percorso.
0:53 - L'orbita della Terra (in rosso) può avvicinarsi
almeno in un punto a quella della cometa.
1:20 - Avvicinamento prospettico per chiarire l'orientazione
delle traiettorie.
1:42 - La Terra incrocia l'orbita cometaria poco tempo
dopo il perielio della cometa, quando lo sciame di meteoroidi
è stato arricchito dalla recente attività
cometaria.
1:52 - Atterraggio e osservazione geocentrica dello
scenario: la Terra si avvicina maggiormente all'orbita
cometaria a gennaio-febbraio di ogni anno.
2:25 - Se in quel periodo la cometa è da poco
transitata, si hanno le condizioni migliori per osservare
una abbondante pioggia meteorica. La distribuzione dei
meteoroidi lungo l'orbita non è mai omogenea,
e si osservano talvolta sciami imprevedibili.
Le meteore appaiono provenire da una direzione (radiante)
che dipende dalla combinazione dei moti della Terra
e dei meteoroidi, e che è soggetta a cambiamenti.
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