Quando sorgono le Pleiadi, figlie di
Atlante, incomincia la mietitura; l'aratura, invece, al
loro tramonto. Queste sono nascoste per quaranta giorni
e per altrettante notti; poi, inoltrandosi l'anno, esse
appaiono appena che si affili la falce. Esiodo, le Opere e i Giorni (III, 383-386),
VII sec. a.C
E' stata trovata, su due pietre della Val
d'Aosta, una mappa stellare del 4200 a.C. Ritrae il gruppo
delle Pleiadi.
Due gruppi di coppelle, ovvero incisioni semisferiche
del diametro di pochi centimetri create dall'uomo su una
roccia, rappresenterebbero le più antiche mappe stellari
esistenti. Il luogo preciso del ritrovamento è Plan
des Sorcieres nel comune di Liallianes (AO).
Mariachiara Albicocco ha intervistato Guido Cossard,
presidente dell'ARSAV, associazione di ricerca e studi di
archeo-astronomia valdostana. Lo studioso valdostano ci
racconta tutti i dettagli della scoperta e anche i miti
e le storie che da sempre le Pleiadi hanno ispirato.
GUARDIAMO INSIEME
Qui sotto potete osservare le foto delle mappe. E' possibile ingrandirle
cliccandoci sopra.
Avviando l'audio che trovate di seguito ascolterete la voce di Guido Cossard che ci farà da cicerone.
Le Pleiadi sono anche conosciute come
"Sette sorelle" (Asterope, Merope, Elettra, Maia,
Taigete, Celaeno, Alcione) perché sette sono le stelle
più luminose che possono essere osservate dalla terra
anche a occhio nudo. Ma attenzione non spaventatevi se ne
vedete solo sei, la settima è visibile solo in condizioni
di buio totale o da un osservatore dalla vista acutissima.
In realtà le componenti di questo ammasso appartenente
alla costellazione del Toro sono più di 1000 e distano
dalla terra 430 anni luce.
La parola Pleiadi secondo la tradizione classica significa
"colombe" perché si narra che Zeus trasformò
sette sorelle in colombe e le posizionò in cielo,
ma secondo un'altra versione deriverebbe dal greco "plein",
navigare, perché considerate le stelle dei naviganti,
grazie alle quali stabilivano l'inizio della stagione propizia
per solcare i mari.
Un'altra curiosità... Pleiadi in giapponese si dice
subaru, noto ai più come brand automobilistico.
La storia delle "sette sorelle" ha affascinato
da sempre tutte le culture, dai greci ai maya, passando
per gli aborigeni australiani, ma il destino delle Pleiadi
è sempre stato quello di diventare stelle.
La prominenza delle Pleiadi nel cielo notturno
(nel cielo invernale nell'emisfero boreale e nel cielo estivo
nell'emisfero australe) le ha rese importanti in molte culture:
Tra i Maori della Nuova Zelanda, le Pleiadi sono chiamate
Mataariki e il loro sorgere ad oriente significa l'inizio
del nuovo anno (in giugno).
Si dice che gli Indiani d'America misurassero la vista col
numero di stelle che riuscivano a distinguere nelle Pleiadi.
Anche nell'antichità europea, specialmente tra i Greci,
le Pleiadi erano considerate un test della vista.
Gli Aborigeni australiani credevano che le Pleiadi fossero
una donna che era stata quasi violentata da Kidili, l'uomo
della Luna. Alternativamente, erano sette sorelle chiamate
le Makara.
Al via Astronomix!
Nel 2007 gli astrofili italiani hanno compiuto 40 anni
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Nel 2007 gli astrofili italiani hanno compiuto 40 anni
Archeo-astronomia sulle Ande
I radiotelescopi di 1500 anni fa, quelli di pietra.
Dove oggi si guardano le stelle con macchine da milioni
di euro, secoli fa si osservava il cielo e lo si
disegnava sulle pietre. Siamo sulle Ande, nei pianori
deserti cileni, collocati fra i 3000 e i 5000 metri
di altezza. Guarda
le foto!
Moebius è andato sulla Luna!
Sulle Pleiadi...
Lieto l'eroe dell'innocente vento,
La vela dispiegò. Quindi al timone
Sedendo, il corso dirigea con arte,
Né gli cadea su le palpèbre il sonno
Mentre attento le Pleiadi mirava,
E il tardo a tramontar Boòte e l'Orsa
Che detta è pure il Carro, e là si gira,
Guardando sempre in Orïone, e sola
Nel liquido Oceàn sdegna lavarsi
L'Orsa, che Ulisse, navigando, a manca
Lasciar dovea, come la diva ingiunse. Omero, Odissea (Libro V)
Quando il Toro a capo basso è spinto nel suo sorgere
a rovescio
al sesto suo grado guida le sorelle Pleiadi
in gara di splendore. Sotto il loro influsso vengono
alla luce vitale i seguaci di Bacco e di Venere,
spiriti folleggianti tra banchetti e festini Manilio, Astronomica (V140-144), I sec. a.C.
Mentre io parlo, precipita nelle verdi acque
Lo Scorpione temibile per la punta della sua coda eretta.
Quando sarà trascorsa la notte, e il cielo comincerà
appena a coprirsi
di rosso, e s'udrà il lamento degli uccelli aspersi
di rugiada,
e il viandante che ha vegliato la notte deporrà la
torcia
semibruciata, e il contadino tornerà al consueto lavoro,
le Pleiadi, che si dicono sette ma in realtà sono sei,
cominceranno ad alleggerire il peso sulle spalle paterne.
O perché sei di esse vennero all'amplesso con gli dei
(si dice infatti che Sterope abbia giaciuto con Marte,
Alcione e te, bella Celeno, con Nettuno,
Maia ed Elettra e Taigete con Giove), e invece la settima,
Merope, si sia congiunta con te, o Sisifo, un mortale,
e ne provò pentimento, e sola per pudore di ciò
si nasconde;
oppure perché Elettra non sopportò la vista
della rovina di Troia e si coprì gli occhi con le mani Ovidio, i Fasti (IV, 163-178), I sec. a.C.
Tramontata e' la luna
e le Pleiadi a mezzo della notte;
anche giovinezza gia' dilegua,
e ora nel mio letto resto sola.
Saffo, nella traduzione di Salvatore Quasimodo dei "Lirici
Greci"
Campagna 3
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