|
a
cura di Mariachiara Albicocco
500
api, 470 colombe, 100 draghi, 38 leoni, 35 aquile, 24 serpenti,
15 agnelli, 7 delfini, 4 cani, 3 pipistrelli, 2 lucertole,
un gatto, un coccodrillo, un unicorno.
C'è uno zoo nella Basilica di San Pietro.
Una nuova iniziativa del vaticano? No, sono gli animali
presenti negli affreschi e nelle sculture, analizzati da
una ricerca del CNR.
Un 'safari' nella Basilica Vaticana è un'esperienza
imperdibile per chi desidera cogliere la magnificenza di
San Pietro con uno sguardo insolito e curioso. "Lo
zoo sacro Vaticano. Iconografia e Iconologia zoomorfa nella
Basilica di San Pietro"è il volume appena
edito dal CNR, curato dallo storico dell'arte Sandro Barbagallo.
Ascolta
l'intervista a Sandro Barbagallo, che è stato
ospite di Moebius su Radio24 il 2
febbraio 2008.
Qui sotto trovate le immagini di cui si parla nell'intevista!
Il monumento emblema della Cristianità, infatti,
è 'popolato' non solo da Apostoli, Santi e Papi realizzati
da artisti di tutti i tempi, ma anche da una ricchissima
fauna, domestica, feroce o fantastica, che richiama simboli,
allegorie, miti, storie sacre.
Da questo lavoro edito dal CNR, unico nel suo genere, emerge
che la fauna presente nella Basilica ha una funzione per
il 90% simbolica o allegorica e solo per il restante 10%
puramente decorativa.
"Il libro nasce proprio dalla curiosità verso
il significato che un animale assume in ragione della collocazione
o vicinanza a un personaggio", spiega l'autore, "ma
la sua utilità non si ferma alla mera erudizione,
l'intento è quello di colmare una precisa lacuna
culturale, considerata anche la conoscenza sempre meno approfondita
sia della letteratura greco-latina, sia della Bibbia, fonti
alle quali i simboli zoomorfi che ho studiato, già
presenti nella letteratura classica ma poi mutuati dal Cristianesimo,
si riferiscono quasi sempre".
Ben 67 le 'specie' diverse censite e riccamente illustrate
nel libro. Se siete curiosi.... Alcune immagini le trovate
qui sotto!
A partire dalla piazza antistante la Basilica, spiccano:
i delfini della fontana del Bernini, assurti a simbolo del
Cristo Salvatore dalla fine del secolo II, proprio quali
salvatori di naufraghi; il porco messo al guinzaglio da
Antonio Abate, a indicare le tentazioni sconfitte del Santo;
il cane di San Vito sul colonnato, simbolo di fedeltà;
l'aquila e il drago nello stemma Borghese sulla facciata,
la prima rappresentazione del Cristo trionfante, il secondo
di perspicacia e prudenza, ma anche della vigilanza dei
luoghi sacri; il serpente della Prudenza nell'Atrio rimanda
invece al Vangelo di Matteo, "ecco: vi mando come pecore
in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti
e semplici come le colombe".
Ai piedi della Scala Regia troviamo poi il cavallo di Costantino,
nel baldacchino la lucertola, nella navata centrale l'unicorno,
animale che non si lascia prendere, se non per mano d'una
vergine, in quella laterale, il leone custode dei luoghi
sacri del Monumento a Papa Clemente XIII. Se sono più
prevedibili le 470 colombe, simbolo dello Spirito Santo
e citate in tanti episodi delle Sacre Scritture come il
Battesimo di Gesù, colpisce che l'animale più
rappresentato in assoluto siano le api, ad esempio le molte
poste alla base del baldacchino: "Richiamano l'industriosità,
la fatica, la tenacia e l'eloquenza", spiega Barbagallo,
"da collegare allo stemma dei Barberini, tra i committenti
della Basilica".

Unicorno della Purezza

Il gatto
I quattro continenti raffigurati nel battistero, sui
pennacchi della cupola:

America

Asia

Africa

Europa
Le favole di Fedro

Le favole di Fedro. Gli animali protagonisti delle storie
scolpiti sulla porta centrale:

Particolare della porta centrale. Animali delle favole
di Fedro:
Il lupo e l'airone

Particolare della porta centrale. Animali delle favole
di Fedro.
La volpe e il corvo.

Le Sfingi

Api dello stemma Barberini nel baldacchino

Aquila e il drago dello stemma Borghese

Cane di San Vito

Cavallo di Costantino nella Scala Regia

Delfini della fontana del Bernini

Leone del Monumento a Papa Clemente XIII

Lucertola del baldacchino

Porco di Sant'Antonio Abate

Serpente della Prudenza
Titolare questo 'bestiario' di San Pietro "Lo zoo sacro
vaticano" non è una battuta irriverente, ma
la citazione di un aneddoto preciso. "L'artista Emilio
Greco, presentando il bozzetto del monumento a papa Giovanni
XXIII", racconta Barbagallo, "suscitò il
disappunto del cardinale Mario Nasalli Rocca a causa della
presenza di un cane. Ma Giovanni Fallani, presidente della
Commissione per la Tutela dei Monumenti Storici e Artistici
della Santa Sede, rispose: 'In San Pietro, ci sono talmente
tanti animali, che è quasi uno zoo sacro'".
Il libro analizza anche il pregiudizio verso gli animali
che può aver ispirato le parole del cardinale, "la
cui radice va ricercata nel fraintendimento di quanto scrive
la Bibbia, nella quale l'uomo sembra invitato a dominare
gli animali", conclude Barbagallo. Ma grazie alla favolistica
umanizzante di Esopo o Fedro, e ai pitagorici, ancor prima
dei cristiani, sostenitori della bontà anche verso
gli animali, "molti di essi sono entrati nell'immaginario
collettivo e nell'iconografia tradizionale, tanto da divenire
archetipi della cultura occidentale".
Il libro verrà presentato il giorno 18 febbraio,
alle ore 18.30, a Roma, presso la Sala Capitolare della
Biblioteca del Senato, in piazza della Minerva, alla
presenza del card. Angelo Comastri, Arciprete della Basilica
di San Pietro e Vicario per la Città del Vaticano,
e dei proff. Claudio Strinati, Sovrintendente al Polo museale
romano, Maria Teresa Benedetti, storica dell'arte e curatrice
delle mostre del Vittoriano, Roberto de Mattei, Consigliere
di amministrazione del Cnr.
02.02.08
|