Gli impianti di riscaldamento delle nostre case contribuiscono in buona parte all'inquinamento atmosferico. Le caldaie che alimentano i termosifoni, soprattutto negli edifici storici delle grandi città europee, bruciano metano o gasolio ed emettono sostanze inquinanti. Una soluzione al tempo stesso drastica e poco invasiva è sostituire la vecchia caldaia con una nuova che non inquina. Questa caldaia esiste, anche se per ora è soltanto un prototipo. Si chiama TINA, acronimo di There Is No Alternative, ed è stata realizzata a Trieste da Rhoss Spa all'interno di Innovation Factory, incubatore di imprese di Area Science Park.
"Tina non inquina semplicemente perché non brucia combustibile: è una pompa di calore ad alta temperatura che funziona a energia elettrica" ci spiega il suo ideatore, Gianfranco Pellegrini, che abbiamo incontrato a Milano allo Smart Urban Stage, concorso per nuove idee di tecnologie volte alla sostenibilità. "Il prototipo è già molto vicino al prodotto industrializzato, stiamo mettendo a punto i dettagli e lavorando per ridurre ingombri, pesi e costi."
Tina è uno dei primi otto progetti che nascono da Enerplan, un protocollo d'intesa tra il Ministero dell'ambiente e l'area di ricerca di Trieste. "Sono laboratori e impianti dimostrativi." dice ai nostri microfoni Arvea Marieni, coordinatrice del progetto. "L'area mette a frutto le proprie competenze per la selezione di soluzioni tecnologiche innovative nel settore delle energie rinnovabili e dell'efficienza energetica. Cerchiamo idee progettuali potenzialmente vicine al mercato, perché a noi interessa l'applicazione. Quello delle rinnovabili è un problema strategico del paese, dell'industria italiana: dobbiamo ridurre la nostra inadempienza rispetto agli accordi di Kioto. Il tentativo è dimostrare che si può fare ricerca applicata e si può farla in collaborazione con piccole e medie imprese, con lo sforzo del comparto industriale e con l'idea di fare profitto."
Ascolta l'intervista a Gianfranco Pellegrini e Arvea Marieni