Quello sopra è il video più votato su youtube
nel 2007. Nel video c'è un bambino - non ha più
di un anno - che acchiappa il lembo di un foglio di carta
che gli porge il papà, lo tira, il foglio si strappa,
e lui scoppia a ridere: una, due, dieci volte. Non c'è
modo di chiedere al bambino perché si diverta tanto.
Il pupo infatti non sa ancora parlare. Ride però,
eccome, perché il senso dell'umorismo precede di
molto lo sviluppo del linguaggio, e accompagna ogni Uomo
e ogni Donna per tutta la durata della vita.
Ma che cos'è lo humor? E cos'è che ci fa
ridere? Pur riguardando il faceto, la domanda è alquanto
seria, e vecchia di secoli. Alastair Clarke, che vive in
Gran Bretagna, dove si occupa di divulgazione scientifica
e in particolare del tema dello humour, ha recentemente
pubblicato una "Teoria Universale dell'Umorismo",
che sarebbe in grado di spiegare le basi biologiche dello
humour.
Secondo Clarke l'umorismo è fondato sull'abilità
di riconoscere un qualche tipo di schema là dove
o non è immediato, o è in qualche modo sorprendente.
Se per esempio si mostra in fotografia il volto di una persona
con una strana espressione, e subito dopo quello di un'animale
che la ricorda, ecco che il riconoscimento di uno schema,
in questo caso una similitudine inattesa e sorprendente,
fa scattare il divertimento.
Clarke, che ha documentato con molti esempi la sua teoria,
sottolinea tuttavia che non si può prevedere categoricamente
cosa sia divertente e cosa no, in quanto ciò dipende
dalla capacità individuale di riconoscere schemi,
e quindi dalle esperienze e dalle conoscenze accumulate
dall'individuo. E ciò è tanto più vero
quanto più è complesso l'oggetto del divertimento,
e raffinato il processo di riconoscimento di uno schema.
Non a caso, si parla di "battute da Ingegneri",
piuttosto che di battute da Fisici.
L'elemento più interessante della teoria emerge
però in chiave evoluzionistica. La capacità
di riconoscere schemi, infatti, è fondamentale per
comprendere sia l'ambiente circostante che il comportamento
degli altri individui. Ed è alla base dell'apprendimento
del linguaggio.
Secondo questa teoria, quindi, l'umorismo è un processo
cognitivo preposto a ricompensare l'individuo per aver saputo
riconoscere uno schema non ovvio. L'umorismo agirebbe da
stimolo a sviluppare quanto più possibile la capacità
di riconoscere schemi e ricorrenze la dove si trovano, ciò
che è fondamentale soprattutto nell'età infantile.
Insomma, più si ride e più si impara, e più
si impara più si ride. E se avete dubbi su quanto
via abbiamo raccontato, ne abbiamo uno anche noi: se i cannibali
usano la forchetta, è progresso?
Ogni orecchio sente un mondo diverso
La corteccia uditiva è adattata e sintonizzata in ogni individuo in
modo diverso a seconda dell'ambiente che lo circonda
Neuroni Specchio. Lo specchio
dell'altro
Su di loro si raccontano storie diverse: Giacomo Rizzolatti, che li ha scoperti,
ci racconta quelle vere e quelle false