Nel 2009 ha ricevuto la Medaglia d'oro
al MIT di Boston per aver partecipato a iGEM
2009, la student competition sulla biologia
sintetica, con un progetto per la produzione di biocarburante
a partire dal siero del latte.
Adesso nel 2010 Nature
lo ha citato in un articolo sui progressi della biologia
sintetica.
Lui è Paolo Magni, docente di bioingegneria
presso l'università di Pavia, e ci spiega come
sia possibile produrre biocarburante dal siero del latte.
In Europa questa pratica è già brevettata,
qui in Italia la ricerca è all'avanguardia, l'applicazione
un pò meno....
Cos'è il siero del latte?
Come può produrre buocarburante?
Il siero di latte è la parte liquida del latte
che si separa dalla cagliata durante la caseificazione.
E' uno scarto derivato dalla produzione di formaggi
e altri prodotti di caseificio ed è classificato
come "rifiuto speciale" a causa della
sua elevata domanda chimica e biochimica di ossigeno.
Anche se tale scarto può essere valorizzato estraendo
da esso diverse sostanze, tra cui le siero-proteine,
alla fine del trattamento il liquido residuo rimane
ancora un rifiuto speciale a causa del suo alto contenuto
di lattosio (~4.5%) e in Italia non sono state adottate
delle metodologie di valorizzazione di tale zucchero
residuo. Una possibile soluzione è quella di
unire la capacità di metabolizzare il lattosio,
digerendolo in glucosio, tipica di alcuni batteri e
funghi, con la capacità di fermentare il glucosio
in etanolo ad alta efficienza. L'etanolo può
essere utilizzato, puro o miscelato alla benzina, per
la produzione di bio-carburanti. Si è scelto
di ingegnerizzare Escherichia coli al fine di
sovraesprimere l'enzima omologo beta-galattosidasi e
potenziare la fermentazione alcolica dell'organismo
attraverso i geni eterologhi piruvato decarbossilasi
(pdc) ed alcool deidrogenasi II (adhB), provenienti
dal batterio fermentante Zymomonas mobilis.