L'Italia è depositaria di un immenso tesoro
artistico e architettonico che richiede di essere costantemente
manutenuto e restaurato. E' cosa nota e noi di Moebius
ce ne siamo occupati altre volte, raccontando come la
tecnologia stia entrando sempre più in profondità
dentro nel restauro e di come stia trasformando questa
professione. Per esempio abbiamo raccontato di come
si possono pulire i monumenti con dei batteri mangiasporco.
Ebbene: una delle tecnologie che si è andata
consolidando più di recente è quella del
laser, che è stata sperimentata più volte
con successo all'Opificio delle pietre Dure di Firenze,
dove si fa restauro ma, soprattutto, si fa ricerca sulle
tecniche di restauro del futuro. Di recente è
stato sviluppato anche un nuovo tipo di laser al neodimio
realizzato anch'esso in Italia. Il laser è stato
sviluppato all'Università di Firenze dal gruppo
di ricerca guidato dal Prof. Leonardo Masotti, ordinario
di Elettronica dell'Univ. Di Firenze e Presidente del
Consiglio Scientifico del Gruppo El.En.
Con lui abbiamo parlato di come sia possibile utilizzare
su degli oggetti d'arte il laser, che siamo abituati
a pensare come a qualcosa che buca o che taglia. A Paolo
Belluzzo invece, restauratore che si è formato
e collabora con l'Opificio delle Pietre Dure di Firenze
e che è stato il primo a usare un laser al neodimio
per restaurare l'argento, chiediamo che vantaggi ci
sono a usare questo nuovo metodo.