Far ripartire i consumi per uscire dalla crisi. Ma i consumi sono miniere che si svuotano e discariche che si riempiono: l'abuso delle risorse e l'accumulo di scorie di ogni genere cominciano a far calare i vantaggi di un economia fondata sulla crescita. Economia che ha portato a una cattiva distribuzione del benessere, che per alcuni significa soddisfare i bisogni primari, mentre per (pochi) altri vuol dire realizzare desideri potenzialmente illimitati. "Nei paesi super industrializzati i bisogni sono stati coperti da tempo, le persone mangiano, anzi mangiano troppo e ci sono problemi legati all'eccessiva alimentazione" - spiega Luca Mercalli, climatologo, presidente della Società Meteorologica Italiana e autore di Prepariamoci (edizioni Chiarelettere, 205 pagine, 14 euro). "Si sono risolti i problemi della casa ma c'è chi ne ha due, tre, quattro. La mobilità prima era avere un'automobile, adesso se ne hanno due, tre, quattro. Bisogna capire dove vogliamo arrivare e pensare che questo modello, che oggi soddisfa gli appetiti di circa un miliardo di persone, se venisse esteso agli altri sei metterebbe in crisi nel giro di pochi decenni la sostenibilità fisica dell'ambiente nel quale viviamo."
Cambiamenti climatici, esaurimento degli stock ittici negli oceani, desertificazione sono meccanismi giganteschi che una volta messi in moto possono cambiare il corso degli eventi anche per millenni. Urge prendere coscienza della situazione e reagire per evitare conseguenze troppo violente. Cosa possiamo fare? "Non si tratta di tornare al passato o fare gesti eroici, ma di usare ciò che di buono la modernità ci ha dato e scartare la zavorra. Io ho fatto cose ordinarie: risparmio energetico, pannelli solari e isolamento termico dei tetti e dei muri. Ho la fortuna di avere un piccolo terreno, meno di cento metri quadrati, e invece del giardino all'inglese ho piantato i pomodori. Ciascuno può adattare queste soluzioni alla propria realtà e l'impronta sul territorio si può anche dimezzare. Dobbiamo alleviare la nostra pressione sull'ambiente, ma anche investire bene le risorse ancora disponibili per non avere un forte calo della qualità della vita negli anni futuri."