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I servizi
e le interviste
di Moebius
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a cura di Federico Pedrocchi
Il suono ha bisogno di orecchie che lo percepiscano.
Ma la musica? Voi direte: ancora di più. Se avessimo quattro orecchie sarebbe ancora più bello.
Non v'è dubbio che essere avvolti dai suoni, ad un concerto, ma anche sdraiati in una poltrona e con delle ottime cuffie sulla testa, è una esperienza di grande piacere.
Ma la musica non è solo udire. La musica è anche vibrazioni nel corpo, è anche la sensazione fisica di seguire un ritmo.
Un gruppo di ricerca canadese, della Ryerson University, a Toronto, ha realizzato una sedia che riesce a catturare qualunque ritmo e a tradurlo in una serie di vibrazioni. Dunque, non pensate a qualcosa di molto grezzo, che semplicemente entri in vibrazione con il ritmo di base, per esempio quello, tipicamente, segnato dalla batteria.
Questa sarebbe una tecnologia di basso profilo. Basterebbe mettere una mano sugli amplificatori e probabilmente si otterrebbe di più. No, la sedia dei canadesi è molto sofisticata e riesce a cogliere diverse vibrazioni contenute in un brano musicale.
E' stata naturalmente progettata per persone prive dell'udito, che già sappiamo essere persone interessate a un ascolto della musica attraverso le vibrazioni. Con questo strumento, e con una loro maggiore sensibilità - avviene sempre così in chi ha un deficit sensoriale: si sviluppano altri percorsi, si amplificano certe capacità percettive, rispetto ai normodotati - probabilmente la musica potrà diventare una esperienza molto più suggestiva di quanto sia ora.
Speriamo.
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