Sappiamo che se ne trovano tanti in Cina, in Argentina,
negli Stati Uniti. Ma in Italia? Stiamo parlando di
resti di dinosauri, e ne parliamo perché i ricercatori
del Museo
Tridentino di Scienze Naturali hanno scoperto nuove
tracce dei grandi animali in una zona Meglio:
si deve parlare di specie che precedettero, dal punto
di vista evolutivo, i dinosauri. Nuove tracce vuol dire
orme. Il segno di un essere vivente che cammina.
Un'indagine paleontologica, condotta in alta Vallarsa
dal Museo Tridentino nell'ambito del Progetto di ricerca
provinciale OPENLOC, ha evidenziato che, ai piedi
delle Piccole Dolomiti, sono conservate le orme di rettili
preistorici, antenati di lucertole, coccodrilli
e dinosauri. Questi resti fossili risalgono a circa
242 milioni di anni fa.
Certamente si tratta di reperti emozionanti, ma viene
spontaneo chiedersi perché sia così difficile
trovare anche in Italia scheletri interi. Ce lo spiega
il paleontologo Marco Avanzini del Museo Tridentino
di Scienze naturali.
L'importanza della scoperta si può
sintetizzare in quattro punti:
1. sono le prime orme di rettili immediatamente precedenti
la comparsa dei dinosauri trovate in Provincia di Trento
2. alcune orme hanno una forma unica che suggerisce
possano essere appartenenti a specie prima sconosciute
alla scienza
3. le orme aggiungono importanti dati per la ricostruzione
degli antichi ambienti dell'Italia settentrionale e
delle relazioni tra gli stessi
4. ci permettono di mettere in relazione rocce e fossili
rinvenute in varie parti del mondo, aiutandoci a comprendere
meglio i primi passi dell'evoluzione dei rettili che
poi diventarono dinosauri
Nelle immagini che trovate in questa pagina
sono rappresentate queste specie le cui orme sono state
recentemente individuate. E possibile, da unorma,
risalire al copro intero? Ebbene sì, con una
buona approssimazione. Un orma ci fornisce dati sul
peso dellanimale, sulla sua postura, sulla foma
delle gambe, sulla camminata, sulletà.
Poi, confrontando questi dati con orme di altri animali,
dei quali si sono recuperati scheletri interi, ecco
che una struttura del copro si può disegnare.
Le foto del ritrovamento
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