Le nanotecnologie rappresentano una rivoluzione trasversale
che cambierà la nostra realtà.
Il progetto europeo Nanochannels
nasce proprio per valutare la percezione dei rischi
e benefici dell'applicazione delle nanotecnologie nella
popolazione.
Nel mese di aprile 2011 è stato realizzato un
primo sondaggio
in cui è stato chiesto ai cittadini europei e
di Israele, capofila del progetto, di rispondere ad
alcune domande sulle nanotecnologie.
"Abbiamo chiesto alle persone che cosa sanno
delle nanoscienze, quali sono i possibili rischi e benefici
- ci spiega Luisa Filipponi, consulente scientifico
del progetto Nanochannels - e quale sia il modo migliore
di comunicare questa rivoluzione per renderla più
comprensibile e coinvolgente". Sono state raccolte
1334 risposte (di cui 270 italiane) mediante questionari
on line e focus groups su gruppi specifici di utenti.
Per quanto riguarda i nanofarmaci è stato osservato
che i cittadini sono informati dello stato della ricerca,
conoscono le possibili applicazioni dei nanofarmaci
in medicina, e hanno una percezione del rischio più
bassa rispetto ad altri ambiti di applicazione. Questo
risultato è legato al fatto che le nanotecnologie
potrebbero risolvere problemi di salute nell'immediato
e quindi avere un beneficio diretto sugli individui.
Ma qual è lo stato della ricerca in nanomedicina?
Lo abbiamo chiesto a Daniela Ovadia, che si occupa
di informazione nano e biomedica. "I nanofarmaci
rappresentano il filone più promettente in oncologia
e nelle malattie cerebrali e cardiovascolari - ci
spiega Ovadia - e sono al momento nella fase di ricerca
precoce in laboratorio e in alcuni casi in sperimentazione
su modelli animali". I nanofarmaci sono farmaci
tradizionali che vengono trasportati da nanovettori
in modo specifico nelle cellule bersaglio e quindi possono
essere utilizzati con maggiore efficienza e in minor
quantità. "Le aspettative sono tante
come tanti sono i dubbi- prosegue Ovadia - la
sfida più importante da risolvere ora è
quella di valutare la biocompatibilità delle
molecole studiate sull'organismo".
Ascolta l'intervista a Luisa Filipponi e Daniela
Ovadia
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