A noi, da piccoli, quando ci insegnano a leggere e
scrivere, facciamo la cosa giusta?
Non vè dubbio che è giusta perché
leggere e scrivere serve, il punto è un altro:
ce lo insegnano nel modo migliore? Teniamo presente
che da molti anni il sistema è bene o male lo
stesso.
Ce nè un altro, progettato da un abile
maestro di Verona, Giovanni Meneghello, che è
un signore oggi di una certa età, un signore
che alla sua cultura di maestro ha aggiunto molte altre
conoscenze complesse che riguardano il funzionamento
della mente e soprattutto quella dei bambini.
Nel corso di Infinita...Mente,
una rassegna di seminari e brevi convegni che si è
svolta a Verona due settimane fa e che era dedicata
alle ricerca sulla mente.
Giovanni Meneghello ha studiato un metodo diverso "Leggere
per sillabe, scrivere per lettere" per insegnare
a leggere e scrivere, basato sullapprendimento
e non sullimparamento (guardate che questo termine,
imparamento, è stato usato dai ricercatori
che a Verona hanno commentato il metodo del maestro:
è un neologismo ma lo si vuole usare per definire
una acquisizione di contenuti un po forzata, mentre
lapprendimento si fonda su un processo naturale).
Veniamo al dunque: un bambino deve apprendere come si
scrive 'cicogna'. Ma quando lo deve fare lui, o lei,
cicogna e già una parola che conoscono, che usano,
perché sanno parlare.
Ascoltate il maestro Giovanni Meneghello e pensate
di avere fra le mani un cartoncino che vi presenta su
un lato la figura della cicogna e, dietro, la parola
scritta.
C è la figura della cicogna, cè
anche cicogna scritto ma la bambina non sa leggere,
però sa bene che il primo pezzo è ci,
e questa bambina, ha anche davanti un gioco con dei
cubotti di plastica, anzi sono dei prismi esagonali,
che sulle sei facce hanno la famiglia che avete appena
sentito citare dal maestro 'ci-ce-cio-cia-ciu', e sulla
faccia superiore del prisma cosa cè? Cè
una ciliegia, che il bambino sa perfettamente cosè
e che sa essere una parola che inizia con il suono 'ci'.
E abbastanza chiaro? Insomma, a reggere la danza
dellapprendimento è il suono, che è
una attività spontanea.
Abbiamo chiesto allora a Giovanni Meneghello: insegnare
ai piccoli la scrittura e la lettura tenendo fuori i
suoni è una cosa innaturale, e questo può
anche significare che apprendiamo più tardi ?
Per chi fosse interessato cè il gioco,
ovvero una scatola progettata con tutti i pezzi che
servono per praticare questa nuova strategia per linsegnamento
di scrittura e lettura. Di fatto è uno strumento
didattico, utile per gli insegnanti, lo chiamiamo
gioco e anche gli ideatori lo chiamano così perché
la componente giocosa è un aspetto fondamentale
della pratica.
Cè un Istituto, lIstituto Prout,
che sta lavorando a questo progetto e che ha ideato
il confezionamento del gioco didattico. Per info: www.ricerca.prout.it
Ogni orecchio sente un mondo diverso
La corteccia uditiva è adattata e sintonizzata in ogni individuo in
modo diverso a seconda dell'ambiente che lo circonda
Neuroni Specchio. Lo specchio
dell'altro
Su di loro si raccontano storie diverse: Giacomo Rizzolatti, che li ha scoperti,
ci racconta quelle vere e quelle false