Una sorta di integratore probiotico
per le api, che è in grado di proteggere gli
insetti, e in particolare le larve, da patologie batteriche,
migliorando così la resa dell'alveare. Il progetto
che si chiama MICRO4U nasce da un spin-off
dell'Università degli Studi di Milano appena
costituito e ha l'obiettivo di sviluppare e commercializzare
prodotti a base microbiologica che possano offrire
una soluzione sostenibile a problemi che, ad oggi,
rappresentano delle grosse limitazioni economiche
allo sviluppo delle aziende agroalimentari. Ne parliamo
con Annalisa Balloi, ricercatrice della Facoltà
di Agraria dell'università di Milano e fondatrice
di Micro4u.
PROGETTO MICRO4U Il primo prodotto di MICRO4U sarà proprio
un formulato a base microbiologica capace di proteggere
le api in fase preventiva, prima cioè che le
api contraggano un patogeno. Il motivo che ha spinto
i ricercatori ad avviare questo filone di ricerca,
sta nel fatto che da più di una decina di anni
in Italia e nel mondo, a causa di diversi fattori
fra cui patologie batteriche e virali, si è
avuta un'ingente moria delle api. Questo ha causato
enormi danni economici sia al settore apistico sia
al comparto agroalimentare. Dopo cinque anni di ricerca
il risultato al quale sono arrivati è stato
l'individuazione di un mix di batteri, già
presenti nell'intestino dell'ape che, se somministrati
nelle giuste proporzioni e quantità, agisce
come un probiotico in grado di proteggere tali insetti.
Il prodotto si presenta in bustina, liofilizzato,
va disciolto in acqua e vaporizzato direttamente sul'alveare.
La novità rispetto ai probiotici già
esistenti sta nel multiplo meccanismo d'azione, cioè
il prodotto non agisce solo contro il patogeno, ma
stimola il sistema immunitario degli animali, rendendoli
più forti contro gli stress.
Gli studi, condotti presso i laboratori dell'Università
degli Studi di Milano, hanno dimostrato che è
stato possibile proteggere tra il 95-100% delle 1300
api infette, alle quali era stato precedentemente
fornito il prodotto e successivamente somministrato
un batterio patogeno.
Lo spin-off nascente ha nel cassetto altre possibili
applicazioni per i formulati microbiologici attivi
nella protezione degli insetti ma anche delle piante.
Infatti i ricercatori di MICRO4U sono già all'opera
per sviluppare probiotici per consentire la coltivazione
di prodotti agricoli in luoghi aridi o desertici.
Hanno individuato alcuni ceppi batterici, i cosiddetti
PGPR (plant-growthpromoting rhizobacteria), che con
la loro attività metabolica stimolano la crescita
delle piante anche in ambienti ostili e in condizioni
di scarsità d'acqua. I vantaggi nel settore
agricolo sarebbero ingenti soprattutto nelle zone
in cui le popolazioni hanno disponibilità idrica
molto limitata e le coltivazioni erano fino ad ora
quasi impossibili.
Al momento MICRO4U ha avviato le pratiche per il deposito
di un brevetto, ma sta anche lavorando alla selezione
di un partner finanziario adatto allo sviluppo del
business che ha ideato.
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