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La scienza dell'intelligenza


 
   
 

a cura di Federico Pedrocchi e Alberto Agliotti

Sono passati quindici anni dalla prima vittoria di una macchina sull'intelligenza umana. Era il 1996 e il computer IBM battezzato Deep Blue sconfiggeva il campione di scacchi russo Garri Kasparov. Il successo più recente è invece quello di Watson, sempre IBM, che a febbraio si è laureato campione di Jeopardy, una specie di Lascia o raddoppia americano. Un'involuzione? Al contrario: il quiz richiede una comprensione sofisticata del linguaggio naturale.
A circa cinquant'anni dall'inizio degli studi sull'intelligenza artificiale, al Massacchusset Institut of Technology (MIT) di Boston si cerca di fare il punto della situazione e di costruire una cornice comune alle ricerche. L'obiettivo ultimo è capire come funziona il cervello, cos'è l'intelligenza e come riprodurla nelle macchine.
"Oggi abbiamo computer che dimostrano teoremi. Sulle nostre auto presto ci saranno dispositivi più veloci di noi a riconoscere pedoni e altre automobili. Il nuovo iPhone sarà in grado di parlare con l'utente e fargli da assistente personale. Sono sistemi che superano le capacità umane in vari domini, abbastanza specifici ma sempre nel campo dell'intelligenza" spiega al telefono Tommaso Poggio, docente al MIT ed esperto di intelligenza artificiale, che ha parlato di questi temi al Festival della scienza di Genova (qui il video della conferenza).
È altrettanto vero che non esiste ancora un sistema intelligente al pari dell'uomo, in grado di capire e discutere di tutto. Il segreto dell'intelligenza umana e il nostro vantaggio sui sistemi artificiali attuali è la possibilità di operare su diversi domini. Magari giochiamo a scacchi meno bene di una macchina, ma sappiamo anche discutere di cinema o di politica: l'integrazione di tanti e vari aspetti è quello che ci contraddistingue.
"Finché non sarà possibile confonderlo con un essere umano, un computer non avrà superato il test d'intelligenza descritto dal matematico Turing negli anni cinquanta, e noi non avremo capito come funziona il cervello. Questa è l'altra grande sfida, meno ingegneristica e più scientifica."
L'indagine è necessariamente multidisciplinare, e coinvolge esperti di vari campi, dalle neuroscienze all'informatica, alle scienze sociali. Si affronta anche il tema dell'intelligenza collettiva: "Studiamo come funzionano le organizzazioni, i gruppi di cervelli, e come migliorare l'intelligenza e la capacità decisionale della nostra società. Ce n'è un gran bisogno."

Ascolta l'intervista a Tommaso Poggio

Scarica il file audio in mp3

31.10.2011

 

 

 

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