I servizi e le interviste
di Moebius


Dal punto di vista animale


 
   
 

a cura di Federico Pedrocchi, Chiara Albicocco e Alberto Agliotti

 

Domanda di Domenico:

Come si fa a studiare la vista degli animali?

Risponde Giorgio Vallortigara, neuroscienziato del Centro Interdipartimentale Mente e Cervello (CIMeC) dell'Università di Trento a Rovereto

Per studiare la vista degli animali si usano metodi di tipo comportamentale semplici, basati sull'apprendimento associativo: si induce una risposta dell'animale sulla base di uno stimolo. Supponiamo di voler sapere se un piccione è capace a distinguere un triangolo da un cerchio. Si prendono due scatole identiche e si disegna un triangolo sulla prima e un cerchio sulla seconda. Con l'aiuto di qualche granello di cibo si stimola l'animale a beccare su entrambe. Quella col triangolo però sarà predisposta per aprirsi, rilasciando ulteriore cibo. L'altra invece non concederà alcun premio. In questo modo il piccione può imparare a scegliere, sulla base del disegno, la scatola per lui più conveniente. Se lo farà, potremo dire che è in grado di distinguere le due forme (naturalmente nel corso delle prove si dovrà cambiare la disposizione spaziale delle scatole per essere sicuri che i piccioni non scelgano in base a fattori come destra e sinistra). Allo stesso modo si può procedere per altri stimoli, come il colore o le dimensioni.

Per capire quanto la vista sia acuta si usa la stessa tecnica. Per esempio, sulla scatola col premio si disegnano strisce di due colori diversi. Le strisce saranno sempre più sottili e numerose; a un certo punto l'animale non sarà più in grado di distinguerle: avremo individuato la soglia di acuità della sua vista. Hanno la vista più acuta i predatori a lunga distanza, come il falco. Meno raffinata la vista dei predatori a breve distanza, come il gatto o la lince, il cui occhio non è straordinario come si dice.

La struttura dell'occhio incide sulle capacità visive degli animali. Molti insetti vedono anche nell'ultravioletto. I cani hanno solo due tipi di recettori per il colore e hanno difficoltà con il rosso e il verde: è probabile che percepiscano con difficoltà le sfumature di un bosco in autunno. L'uomo ha un sistema tricromatico, gli uccelli addirittura pentacromatico e vedono colori che noi non percepiamo.

 

Ascolta la risposta di Giorgio Vallortigara

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4.03.2013

 

 

 

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