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Il volo di Felix


 
  Felix Baumgartner  
 

a cura di Federico Pedrocchi, Chiara Albicocco e Alberto Agliotti

 

Parliamo ancora di Felix Baumgartner e del suo lancio da 39 km d'altezza per soddisfare alcune curiosità dei nostri ascoltatori. Per rispondere abbiamo chiamato il nostro fisico di fiducia, Emiliano Ricci.

La prima domanda è di Sergio da Milano...
Come mai Felix Baumgartner poco dopo il lancio è entrato in rotazione e come ha fatto a recuperare la posizione? Quali rischi ha corso?

Il corpo umano non ha la forma adatta per affrontare una caduta libera con un assetto stabile: basta il minimo disequilibrio per entrare in rotazione. I paracadutisti lo sanno, e sanno che la posizione migliore per evitare di perdere stabilità è quella ad arco, che vediamo assumere abitualmente nei lanci: pancia in giù, gambe e braccia allargate e schiena inarcata, i piedi all'altezza delle spalle. In questo modo si riduce al minimo l’azione di possibili momenti di forza, quelle differenze tra una parte e l’altra del corpo che possono indurre in rotazione.
Se Baumgartner non avesse tentato la manovra sarebbe finito al suolo ruotando, con il rischio di perdere l'orientamento e svenire, come capita su una giostra troppo veloce. Astronauti e paracadutisti si addestrano per migliorare la resistenza a questo genere di situazioni, ma non esiste una vera e propria tecnica per recuperare la posizione corretta. Come ha ammesso lo stesso Baumgartner, un po' di fortuna aiuta.

Domanda di Paolo:
Baumgartner ha superato la velocità del suono?

Baumgartner nella caduta ha superato la velocità del suono, toccando i 1342 km/h. Questo è stato possibile perché si è lanciato da una quota molto alta, alla quale l'aria è molto rarefatta e non oppone eccessiva resistenza. Nei primi istanti il corpo è in caduta libera e subisce l’effetto preponderante della gravità. Proseguendo nella caduta, aumenta la densità e quindi la resistenza dell’aria: la velocità diminuisce. Tuffandosi da una quota più bassa avrebbe trovato subito una resistenza dell'aria maggiore e la velocità si sarebbe subito stabilizzata a un valore più basso, come capita nei lanci normali.

Domanda di Fiorenzo:
Se vado più veloce del suono, quando parlo mi sento?

Un essere umano non può viaggiare a una velocità superiore a quella del suono senza una protezione. Baumgartner indossava tuta e casco pressurizzati e tenuti a temperatura regolare, anche perché tuffandosi ha incontrato strati atmosferici a -60° C. Quando parlava, poteva quindi sentirsi all'interno del casco. Se invece qualcuno si trovasse nella curiosa condizione di parlare viaggiando oltre la velocità del suono senza protezione non si sentirebbe, perché si muoverebbe più velocemente della sua stessa voce. È un po' come accade con il fulmine, che vediamo prima di sentire il rispettivo tuono perché la velocità della luce - circa 300mila chilometri al secondo - è molto più elevata di quella del suono - circa 1200 chilometri al secondo. Anche se avesse orecchie, il fulmine non riuscirebbe a sentirsi, perché arriva molto prima del suono che produce.

 

Ascolta la risposta di Emiliano Ricci

Scarica il file audio in mp3

 

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11.12.2012

 

 

 

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