Avrebbe preferito senz'altro andarci di persona, ma con ogni probabilità sarebbe comunque contento di sapere che il suo Codice del volo e il suo autoritratto sono in viaggio verso Marte. Leonardo da Vinci studiò la dinamica del volo degli uccelli con il sogno di realizzare una macchina che avrebbe permesso all'uomo di librarsi in cielo. Una copia digitale dei suoi appunti è stata registrata su un apposito microchip e installata sul Mars Science Laboratory (MSL) della Nasa, partito lo scorso 26 novembre da Cape Canaveral.
L'idea di mandare Leonardo su Marte è di Silvia Rosa Brusin, giornalista scientifica e vicecaporedattore del telegiornale scientifico di Raitre, che si chiama - manco a dirlo - Leonardo. "Mi è venuto in mente - racconta ai nostri microfoni - passando davanti alla Biblioteca Reale di Torino, dove sono conservati gli originali dell'opera. Con il consenso della direttrice, Clara Vitulo, ho proposto l'idea a Charles Elachi, direttore del Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA, che ha accettato con entusiasmo." Il razzo che ha lanciato MSL è un po' diverso dalla macchina volante pensata da Leonardo. L'aspetto del rover che scenderà su Marte richiama invece gli ingegnosi meccanismi degli schizzi leonardeschi. Si chiama Curiosity ed è il più grande e sofisticato laboratorio mai inviato sul pianeta. Scopo della missione è indagare la possibilità che in passato Marte abbia potuto ospitare la vita. Per questo è stata scelta una zona di esplorazione che potrebbe conservarne le tracce: è il cratere Gale, con un diametro di 150 chilometri, selezionato sulla base delle foto raccolte negli anni dalle sonde orbitanti attorno al pianeta.
Alla ricerca di tracce organiche e con lo scopo di misurare con precisione i parametri dell'ambiente marziano, Curiosity userà particolari spettrometri, rilevatori di radiazioni, misuratori delle condizioni atmosferiche, e persino un laser col quale vaporizzare porzioni di roccia da analizzare. Curiosity è decisamente più complesso e ingombrante di Spirit e Opportunity, i due rover che l'hanno preceduto. Così complesso che per alimentarlo non bastano i tradizionali pannelli fotovoltaici: userà un generatore che sfrutta il calore di decadimento radioattivo del plutonio (ne trasporta circa 4,8 chilogrammi). E così ingombrante che per farlo scendere sul pianeta senza danni è stato scelto un sistema particolarmente ingegnoso: "A poche decine di metri dal cratere si accenderanno alcuni razzi che terranno sospesa la parte superiore della sonda, mentre il rover verrà calato con apposite funi e posato delicatamente al suolo", ci spiega Simona Di Pippo dell'Agenzia Spaziale Europea.
Come capita sempre nelle esplorazioni spaziali, ogni aspetto della missione è l'occasione per mettere alla prova nuove strategie per il futuro. Il successo della discesa servirà a misurare l'abilità nell'inviare su Marte un oggetto grande e pesante, facendolo scendere in un punto ben preciso, requisito fondamentale in vista di un'eventuale esplorazione umana.
Curiosity arriverà su Marte il 6 agosto del 2012 e porterà a spasso per un anno marziano - circa due anni terrestri - il microchip con le copie dei disegni di Leonardo, che poi resteranno a beneficio dei futuri visitatori del pianeta. Chi rimane sulla Terra può comunque consolarsi con gli originali, esposti alla Reggia di Venaria fino al 29 gennaio 2012.
Ascolta l'intervista a Silvia Rosa Brusin e Simona Di Pippo