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I servizi e le interviste
di Moebius


Il radio ti fa bella!


 
   
 

a cura di Chiara Albicocco e Sara Occhipinti


Ascolta il servizio!


Scarica il file audio in mp3


"Arriva il Sapone Tho-radia
A base di torio e di balsamo del Perù.
Per la sua purezza,
la sua dolcezza e le sue proprietà igieniche, vi proteggerà dalle alterazioni dell'epidermide
e preparerà la vostra pelle
all'applicazione della crema e
della polvere Tho Radia.
Raccomandato per il bagnetto dei bébé! La saponetta da 100gr costa 3 franchi.
Esclusivamente in farmacia"

C'era un tempo in cui si avvolgevano i bambini appena nati in copertine arricchite di radio, sì, proprio l'elemento chimico che oggi tutti sappiamo essere molto pericoloso, le loro mamme, all'avanguardia, si cospargevano il viso di creme di bellezza radioattive e bevevano con la cannuccia soda atomica in lattina! Seguendo la reclame che faceva più o meno così:

"ZOE': la soda atomica.
Dona un'energia infinita…
come la pila atomica!!"

Erano gli inizi del 1900, Pierre e Marie Curie avevano appena scoperto la radioattività e nel giro di pochi anni si erano diffusi prodotti di bellezza, farmaci e cure a base di radio che promettevano risultati quasi miracolosi. Il successo fu immediato.

Il radio però aveva anche "qualche" controindicazione… così scriveva lo stesso scopritore Pierre Curie:

"Sotto l'effetto dei raggi, la pelle si è arrossata su una superficie di 6 cm quadrati, come una bruciatura ma senza causare dolore. Dopo diversi giorni, questo arrossamento non era aumentato di taglia ma di intensità, il ventesimo giorno si era formata una piaga che ho avvolto nelle bende; il 42esimo giorno, l'epidermide ha cominciato a riformarsi dal bordo della piaga verso il centro e 52 giorni dopo l'azione dei raggi, la piaga presentava ancora su un centimetro quadrato un aspetto grigiastro".

Nonostante queste osservazioni poco rassicuranti, i prodotti a base di radio venivano distribuiti alla stregua dei vecchi rimedi della nonna; persino i medici credevano che tale nuovo elemento potesse curare le malattie più diverse.

Queste le parole del dottor Darier pronunciate durante una conferenza organizzata presso la facoltà di medicina di Parigi:

"Nella mia prima nota rivolta all'Accademia della Medicina, il 6 ottobre 1903, io già affermavo che credevo di essere arrivato a determinare in quali dosi si poteva utilizzare il radio. A partire da quel giorno, ho curato un grande numero di malati. Ho avuto sicuramente degli insuccessi ma era inevitabile e non ho mai osservato la più piccola complicazione, il più piccolo effetto nocivo attribuibile al radio. C'è ancora molto da fare ed è necessario procedere con grande circospezione e una saggia lentezza. Non vi parlerò dunque che più avanti di inalazioni radioattive per curare alcune infezioni della laringe e dei polmoni e di iniezioni sottocutanee o intravenose di soluzioni radioattive, dell'assorbimento di polveri radioattive…." (Estratto pubblicato sulla rivista Le Radium n° 5 del maggio 1904. Per leggere tutto il testo dell'intervento in francese, clicca qui!)

Da alcuni esperimenti svolti da Darier risultava che pazienti con paralisi facciale, esposti a raggi di radio, guarivano in 24 ore. Il metodo sembrava efficace anche sui malati affetti da nevrosi convulsive, addirittura se si applicava direttamente sulle tempie dei mal capitati una capsula contenente sale di radio i disturbi scomparivano del tutto (qui è possibile leggere l'articolo in francese, uscito sulla rivista Le Radium n°3 del marzo 1904, che descrive i risultati di alcuni esperimenti svolti da Darier).

Nel 1916, sempre la rivista Le Radium, nata appunto dopo la scoperta dei coniugi Curie, affermava che il radio veniva assorbito dal corpo umano come la luce solare dalle piante senza cioè alcun effetto tossico.
Negli anni successivi, i preparati a base di radio venivano spacciati come rimedi per curare quasi tutte le malattie possibili, dall'artrite al cancro, dall'ipertensione arteriosa alla cecità. Tra gli scaffali della farmacia si trovavano: Tuberadina, la pomata per combattere la tubercolosi, Digeraldina e Vigoradina per favorire la digestione e combattere la fatica.
Per i ciarlatani questo ampio interesse del pubblico era fonte di continua ispirazione.
Da qui la nascita di prodotti di bellezza a base di radio che recitavano così:

"Tho Radia la crema radioattiva antirughe per abbellire le donne. Alle donne sta ora approfittarne! Resti brutta chi lo desidera!"

Frederick Godfrey che si autoproclamava "specialista britannico del capello" annunciava una delle più importanti scoperte scientifiche dell'anno: lo shampoo radioattivo.

"Radio contro i Capelli Grigi!
Donne: 50 anni e
non avere capelli grigi, stupendo!
CARADIUM
ridonerà rapidamente salute,
bellezza
e il naturale colore
alla vostra chioma!
Sembrerete più giovani
di 10 o 20 anni.
Contiene acqua radioattiva!"



Ce n'era per tutti i gusti: anche in senso stretto. In Germania spopolava il cioccolato al radio con potere ringiovanente e in America il gel contraccettivo radioattivo. E poi fertilizzanti per piante e integratori per animali e non poteva certo mancare la pasta dentifricia: sbiancante ma radioattiva!

"Arriva il dentifricio Tho Radia
A base di Sali di Torio!
Astringente e battericida.
Sterilizza la cavità orale,
evita e combatte le gengiviti
e previene le carie.
Rafforza lo smalto dei denti
e lascia in bocca una deliziosa sensazioneNdi freschezza,
per denti più bianchi e integri!
Non esiste un bel sorriso senza denti curati!nEsclusivamente in farmacia.
"


Ma il prodotto di maggior successo era indubbiamente l'acqua radioattiva. Veniva impiegata per gli usi più disparati: nei bagni termali, nelle fontane e addirittura nelle caffettiere.
Ancora oggi, nel Montana, presso la Merry Widow Health Mine, esiste un giacimento di radon, l'elemento che si genera in seguito al decadimento del radio, in cui i visitatori, che soffrono delle più svariate malattie, possono trovare giovamento respirando l'aria radioattiva nelle gallerie della miniera in disuso.

Ma quanto c'è di vero in queste proprietà?

Marie Curie, nel 1934, consigliava l'uso di queste cure ma avvertiva che la ricerca scientifica in merito era ancora poco sviluppata. La scienziata morì nello stesso anno, probabilmente a causa della lunga esposizione alle sostanze radioattive da lei studiate.

Giorgio Cosmacini, storico della medicina, ci ha chiarito la posizione della scienza in questa controversa vicenda.

Ascolta il servizio!

18.10.10

 

 

 

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