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a cura di Chiara Albicocco
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Da bambini tutti abbiamo odiato l'apparecchio per
i denti, soprattutto quello di ceramica fatto a
placchette attaccate direttamente sul dente. Ecco non
immaginerete mai che quella stessa ceramica è
stata impiegata per la prima volta come rivestimento
per le navicelle spaziali. Questo è solo uno
dei tanti esempi di come la tecnologia studiata e progettata
per le missioni spaziali, possa arrivare sulla Terra,
nelle nostre case, fra le nostre mani
e anche
nelle nostre bocche.
Ora pensate ai caschi da motociclista dietro
alla loro progettazione c'è lo studio svolto
da fior fior di ingegneri che hanno messo a punto il
casco spaziale, quello indossato dagli astronauti durante
le missioni, composto da tre strati di una speciale
plastica, con la visiera protettiva e la superficie
anti-graffio.
E sempre a proposito di caschi, anche l'elmetto da
football americano ha una storia evolutiva legata
allo spazio, infatti la speciale schiuma che c'è
all'interno e che serve per attutire gli urti dei giocatori
di football è stata in realtà concepita
per rendere più confortevoli i sedili dello shuttle
durante la fase di lancio.
E' grazie agli ingegneri della Nasa che la sala pesi
della vostra palestra vi permette di mantenervi in forma,
sì perché le attrezzature che utilizzate
e, in particolare i pesi, sono stati progettati
per l'allenamento dei muscoli degli astronauti.
Inutile dirvi che il joystick dei videogiochi
viene concepito prima di tutto per la guida del Lunar
Roving Vehicle, la navicella della missione Apollo per
ispezionare il suono lunare. E solo in un secondo momento,
viene utilizzato dai ragazzi per muovere sugli schermi
dei computer il personaggio di un videogame.
Forse la tecnologia che più di ogni altra ha
rivoluzionato e sta rivoluzionando le nostro vite è
la tecnologia wireless. Il trapano a batteria
che non necessita della corrente elettrica, usato per
la riparazione della navicella spaziale, è stato
in realtà realizzato per permettere agli astronauti
di portare a terra un souvenir, cioè per bucare
ed estrarre un pezzetto di suolo lunare.
Oggi senza questa ingegnosa trovata non potremmo utilizzare
i PC portatili, l'aspira-briciole e come dimenticare
i nostri inseparabili telefonini.
Ricerche infinite sui materiali tessili da portare
nello spazio si traducono in vere e proprie scoperte
utilissime per l'abbigliamento terrestre. Esempi? Le
tute dei pompieri, ignifughe e resistenti alle condizioni
più estreme hanno preso in prestito le tecnologie
di protezione del corpo dalle tute astronautiche
ma non finisce qui
I materiali che permettono
alle tute spaziali di essere isolanti e traspiranti
al tempo stesso vengono impiegati anche per le tende
da campeggio utilizzate nelle situazioni di emergenza
dalla protezione civile.
Il polipropilene della biancheria degli astronauti
che raffredda la superficie corporea e permette
l'evaporazione del sudore ha ispirato la realizzazione
di abbigliamenti da lavoro come le uniformi della polizia,
dei piloti aeronautici e anche quelle dei fornai!
Al contrario, erroneamente, si pensa che il velcro
sia nato nei laboratori della nasa per la chiusura delle
tute spaziali, di sicuro i bottoni non sono consoni
per un viaggio su Marte
provate a pensare se dovesse
staccarsene uno
ago e filo in micro-gravità
non so come si comporterebbero
Ma dicevo
il velcro si pensa sia stato progettato per lo spazio,
invece no, è stato inventato da un ingegnere
svizzero nel 1941 al ritorno da un passeggiata in campagna.
Arrivato a casa si accorse di avere dei minuscoli fiori
rossi attaccati alla giacca. Colto dalla curiosità,
li analizzò al microscopio e scoprì che
erano fiori che sul calice avevano degli uncini, li
studio e decise riprodurli artificialmente con il nylon.
L'invenzione fu con successo brevettata bel 1955.
E chissà mai che tra poco non troveremo sulle
nostre tavole sale e pepe in formato liquido,
proprio come quello che utilizzano gli astronauti
non possiamo permetterci che la caduta accidentale di
qualche granello di sale possa ostruire le preziosissime
attrezzature spaziali o che un pizzico di pepe finisca
nel naso degli astronauti, provocando fastidiose conseguenze
eccì!
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