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Io: uno o centomila?


 
   
 

a cura di Barbara Gallavotti

Avete mai pensato a voi stessi come a una comunità? No, non come parte di una comunità, proprio come a una comunità, formata da molti miliardi di organismi diversi? Ebbene, ormai molti studi sembrano indicare che noi esseri umani, ma lo stesso vale per gli animali in genere, non siamo altro che l'unione fra un grosso organismo, quello identifichiamo con il nostro corpo, e un'enormità di piccolissime creature diverse: microbi, per farla breve. Sappiamo che solo sulla superficie della pelle ne abitano circa 5 miliardi, principalmente virus, batteri (nella foto qui in basso: Escherichia coli) e funghi. Cinque miliardi sono tanti quanti gli esseri umani che vivono sul pianeta! Moltissimi altri microbi vivono nel nostro intestino e in totale si calcola che i microrganismi in questione siano 10 volte più numerosi delle cellule del nostro corpo. Come ha fatto notare un giornalista del New York Times, se il governo del nostro fisico fosse deciso in modo democratico e queste creature votassero, saremmo decisamente in minoranza. Ma perché considerare una simile inquietante fauna come parte di quello che potremmo definire "sistema uomo", e non come ospiti sgraditi? Semplice, perché di loro non possiamo fare a meno. Diversi batteri che vivono sulla pelle ad esempio metabolizzano i grassi prodotti dalle nostre cellule, producendo sostanze essenziali per mantenere il giusto grado di idratazione dell'epidermide. Questi piccolissimi vicini di casa sono pressoché sconosciuti: distinguere diverse specie di batteri può essere molto difficile e in certi casi è divenuto possibile solo recentemente, grazie a tecniche di analisi del DNA. Lo scorso anno uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences aveva identifica sulla pelle umana 182 specie di batteri. Recentemente invece sulla rivista Genome Research è uscito una altro lavoro che mirava a individuare le diverse nicchie ecologiche che si trovano sempre sulla superficie della pelle. Dal punto di vista di un batterio naturalmente: per questa creatura la piega del gomito e l'interno dell'avambraccio non solo non sono identiche, ma possono essere diverse quanto lo una foresta tropicale e la città di Londra. Come chiedere a un elefante di pascolare a Piccadilly Circus. Intanto altri ricercatori hanno rivolto lo sguardo verso l'intestino dei mammiferi, pubblicando i loro risultati su Science. C'è poco da storcere il naso, senza gli operosi microrganismi che abitano nel nostro intestino non riusciremmo a digerire neppure un'insalatina. Proprio l'insalatina anzi ci risulterebbe particolarmente indigesta. Il metabolismo dei vegetali avviene in buona parte grazie a batteri che hanno avuto la gentilezza di entrare in simbiosi con noi da tempo immemorabile, consentendo ai nostri antenati di passare da una dieta carnivora a una onnivora. I ricercatori hanno scoperto che la fauna di microrganismi che abita negli intestini dei diversi mammiferi è diversa da una specie all'altra e strettamente connessa con la loro dieta. Anche volendo, il povero gatto Silvestro non potrebbe in alcun modo rinunciare a cercare di papparsi l'odioso Titti: non ha i batteri giusti per diventare vegetariano! Naturalmente ci aspettiamo altre sorprese, perché diverse ricerche sono in corso nell'ambito di un vasto progetto chiamato "progetto microbioma umano". Ma in fondo, perché preoccuparci tanto dei nostri silenziosi, invisibili ma utilissimi coinquilini? In realtà non è solo la curiosità che spinge a studiarli. E fra i vari motivi consideratene uno: se questa microfauna è essenziale per la nostra sopravvivenza, allora dobbiamo preservarla e questo ci porta ad esempio ad essere molto, ma molto più cauti nell'uso degli antibiotici. È vero che dopo un certo tempo dalla loro interruzione il micro-ecosistema sembra ricostituirsi più o meno come era, però occorre capire fino a che punto questo può avvenire, ed escludere sorprese a lungo termine. In fondo, dobbiamo imparare è a pensare come una comunità, e ad avere cura di tutti i suoi elementi.

 

 

 

 

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