I servizi e le interviste
di Moebius


L'ultimo volo di Martha,
la colomba migratrice


 
   
 

a cura di Chiara Albicocco e Sara Occhipinti

Tre miliardi di esemplari in un unico stormo. Una straordinaria peculiarità che faceva della colomba migratrice la specie di uccello più numerosa al mondo. Faceva, perché ora non esiste più. L’ultimo esemplare è morto cento anni fa esatti, nel 1914, in uno zoo americano. Si chiamava Martha ed era l’unica testimonianza vivente di una specie, Ectopistes migratorius, portata all’estinzione dalla follia umana. Così l’ornitologo JJ Audubon descrive la scena terrificante della strage di uno stormo di colombe migratrici a opera dell’uomo:

"Quando si accesero le torce lo spettacolo che si appalesó ai miei occhi era tanto incredibile quanto orrido. Gli uccelli colpiti si ammassavano a terra, intorno ai tronchi, formando grandi mucchi. Qua e là i rami cadevano per il peso degli uccelli posati, trascinandosi dietro alcune vittime. Tutto intorno a me c’era tumulto, furore e pazzia. Non si notava neanche più il rumore dei fucili. Mi rendevo conto che qualcuno aveva sparato solo quando vedevo il cacciatore ricaricare il suo fucile. Nessuno si azzardava a entrare nel bosco: tutti uccidevano dai margini. Anche i maiali erano ancora nei recinti: il loro intervento era previsto solo per l’indomani...
Il silenzio si reimpadroní dei boschi solo verso l’alba. Poco prima che il sole spuntasse, le colombe sopravvissute si levarono in volo, proseguendo la migrazione, mentre l’ululato dei coyote, dei lupi ci ricordava che non eravamo gli unici predatori nel bosco. A quel punto anche gli uomini osarono avventurarsi nel bosco, fra le colombe morte, quelle ferite, quelle moribonde, quelle mutilate. Gli uccelli vennero raccolti, messi in mucchietti ordinati, finché ciascuno si impadroní di tanti quanti ne potesse ragionevolmente accatastare. Poi si lasciarono liberi i maiali, perché si nutrissero di quelle che rimanevano al suolo".

Ermanno Bencivenga, filosofo dell’università di California e autore di numerosi saggi, ha ricordato la scomparsa di Martha in un articolo recentemente apparso sull’inserto della Domenica del Sole 24 ore. Con Bencivenga e con Alessandro Montemaggiori, ornitologo de La sapienza di Roma, raccontiamo la storia di questa specie straordinaria.

Ascolta il servizio!

Scarica il file audio in mp3

Tanti americani in quel primo settembre del 1914 piansero davanti alla voliera vuota di Martha, incommensurabili le lacrime versate in seguito per la scomparsa di migliaia di specie, ma la lezione non l’abbiamo ancora imparata.

11.03.14

 

 

 

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