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Ciro d'Italia


 
   
 

a cura di Chiara Albicocco e Alberto Agliotti

Ciro è un cucciolo di venti centimetri, diventato famoso nel 1998 quando guadagnò la copertina di Nature come unico dinosauro fossile al mondo di cui si siano conservati anche molti organi interni. Ciro è famoso anche come primo dinosauro scoperto in Italia: a Pietraroja, in provincia di Benevento, sul massiccio del Matese. Il suo vero nome è Scipionyx samniticus, l'artiglio di Scipione, dedicato a Scipione Breislak, il geologo che duecento anni fa descrisse il giacimento, ma anche a Scipione l'Africano. Oggi Ciro è di nuovo protagonista.
"La novità è il livello di fossilizzazione che abbiamo potuto rilevare, grazie a nuove analisi al microspcopio elettronico a scansione" spiega il paleontologo Cristiano Dal Sasso che ha condotto lo studio. "Gli organi interni sono fossilizzati con una precisione che raggiunge livelli cellulari e subcellulari: sono visibili capillari, vasi sanguigni, cellule della muscolatura striata e liscia, addirittura i batteri che aveva nell'intestino."
Oltre alla tecnologia, per studiarlo è servita molta pazienza: un lungo lavoro di anatomia comparata, anche perché non c'erano altri dinosauri con cui confrontare i tessuti molli. Coccodrilli, uccelli e altri animali attuali hanno permesso di ricostruire anche la sua fisiologia, in particolare quella digestiva.
"Aveva una dieta molto varia ed è incredibile come le prede ingerite siano rimaste nella posizione in cui erano quando l'animale morì, grazie alla conservazione di tutto il tubo digerente. Un pesce simile a una sardina, di circa quattro centimetri, un altro un po' più piccolo, una lucertola di cinque-sei centimetri e la zampa di un'altra lucertola lunga probabilmente quanto il dinosauro stesso: pensiamo che siano intervenuti i genitori a smembrarla e a imboccare il dinosauro. Non morì di fame, insomma."
Come morì, allora? Lo scheletro non mostra tracce di traumi evidenti. Ciro potrebbe essere annegato travolto da un uragano che lo trasportò in quella che 110 milioni di anni fa era una calda laguna tropicale. L'Italia di allora era infatti più vicina all'equatore e aveva l'aspetto di un arcipelago di isole e penisole, non di un continente esteso. Questo spiegherebbe anche una maggiore diffusione di dinosauri di taglia medio-piccola come Ciro, che si pensa avrebbe potuto raggiungere i due metri di lunghezza. È vero comunque che in Europa sono stati trovati dinosauri più grandi e anche in Italia si sono rinvenuti i resti di un carnivoro che doveva raggiungere gli otto metri.
Dall'Italia Ciro potrebbe ora partire, si augurano i ricercatori: "Se avessimo i finanziamenti lo porteremmo in Texas per analizzarlo tramite microtac, grazie al quale si possono riprodurre in tre dimensioni oggetti molto piccoli. Forse le sorprese non sono finite."

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01.07.2011

 

 

 

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