Quando pensiamo al circo ci vengno in
mente tante luci colorate, simpatici ritornelli musicali
e bambini che soddisfatti mangiano i pop-corn.
La facciata di lustrini, nei circhi che
prevedono numeri con animali, può nascondere,
però, una sofferenza ingiusta: quella di elefanti,
tigri, cammelli, zebre e cavalli costretti, con la violenza
e le percosse, ad eseguire gli esercizi che li renderanno
protagonisti del palcoscenico.
Tom Rider è stato testimone
di questa sofferenza. Dopo essersi preso cura per circa
due anni degli elefanti di uno dei più famosi
circhi d'America, il Ringling Brothers and Barnum
& Bailey Circus, e dopo aver assistito ai maltrattamenti
e alle vessazioni inflitte agli animali, ha deciso di
lasciare il circo e di raccontare a tutti la sua storia
(vedi video iniziale).
Da allora, parliamo del 2000, Tom è
stato il principale testimone del processo contro il
Ringlin Brothers Circus, per la violazione della legge
degli Stati Uniti che tutela le specie in pericolo di
estinzione. Gli elefanti asiatici, infatti, sono considerati
animali a rischio.
Il processo è giunto al termine,
dopo 10 anni, lo scorso marzo. Il tribunale distrettuale
di Columbia a Washington, deciderà in questi
giorni se accogliere le richieste avanzate da Tom.
Quello che Tom Rider chiede è che
gli elefanti non vengano più costretti nelle
gabbie e legati con delle catene e che nelle mani delle
persone che si occupano di loro non ci siano pungoli
di ferro e bastoni ma solo cibo.
Durante la sua battaglia, Tom è
stato supportato da Animal
Defenders International (ADI), associazione
per la difesa degli animali, che ha promosso la campagna
"Stop alla sofferenza nei circhi" negli
Stati Uniti, in Sud America e anche in Europa.
Questa associazione, per portare alla
luce gli abusi e i maltrattamenti sugli animali, invia
degli agenti sottocopertura a lavorare nei circhi. Gli
infiltrati, una volta assunti, filmano cosa succede
dietro le quinte e fanno pervenire i video all'associazione.
Grazie alle indagini di ADI, in Bolivia
è stata approvata una legge che bandisce tutti
gli animali, sia selvatici che domestici, dai circhi
e anche in Brasile e Perù sono al vaglio dei
parlamenti proposte di legge simili.
In Portogallo, invece, si sta discutendo
una legge che vieta ai privati di far riprodurre e di
possedere animali selvatici. Inevitabilmente questa
legge porterà in pochi anni all'eliminazione
degli animali selvatici dai circhi.
In Italia la situazione è diversa.
Lo Stato sovvenziona i circhi con animali tramite il
Fondo Unico per lo Spettacolo. In contapposizione esiste
un'unica proposta di legge, trasversale, firmata da
politici appartenenti a diversi schieramenti, che vorrebbe
vietare queste sovvenzioni.
AgireOra,
associazione italiana per la difesa e la tutela degli
animali, appoggia la campagna "Stop alla sofferenza
nei circhi" e chiede, senza fare dell'ironia, che
gli spettacoli con animali vengano vietati ai minori.
"Questa richiesta" dice Massimo
Tettamanti,collaboratore di AgireOra e autore
del libro (Dis)educazioe alla violenza edito
da Cosmopolis "è in linea con tutti i più
moderni studi psicologici". Anna Maria Manzoni, psicologa e psicoterapeuta,
ha scritto, infatti, una dichiarazione a testimonianza
del danno che gli spettacoli con violenze su animali
generano sulla psiche dei bambini e seicento psicologi
italiani hanno sottoscritto e firmato questo documento.
"Gli animali, nel caso specifico di cui stiamo
parlando, mandano dei segnali di sofferenza facilmente
decodificabili. Se il bambino impara a reagire con indifferenza
a questi segnali, si svilupperanno in lui meccanismi
di desensibilizzazione anche verso la violenza sugli
esseri umani" ha spiegato la dottoressa Manzoni.