Cebi dai cornetti:
dobbiamo imitarli per fare amicizia
a cura di Mariachiara Albicocco e
Federico Pedrocchi
I cebi dai cornetti (Cebus apella) fanno di
nuovo parlare di loro. Protagoniste del gossip scientifico
di questa estate, dopo aver dimostrato di essere abili
affaristi e efficientissimi
nel problem solving, cioè nel destreggiarsi
a risolvere rompicapo di carattere puramente pratico,
cioè schiacciare una noce con lo strumento più
adeguato. Adesso gli esperti ci dicono che fanno
amicizia più facilmente con chi li imita!
Ci racconta tutto la professoressa Elisabetta Visalberghi,
dell'Istituto di scienze e tecnologie della cognizione
del Cnr, che conosce molto bene queste scimmiette particolarmente
socievoli.
La ricerca
Limitazione per luomo è una forma
di adulazione: numerosi studi dimostrano che un individuo
tende ad assumere attitudini positive verso chi presenta
atteggiamenti simili al proprio. Secondo un recente
studio, pubblicato su Science e condotto da un gruppo
di scienziati dellIstituto di scienze e tecnologie
della cognizione del Consiglio nazionale delle ricerche
(Istc-Cnr), delluniversità di Parma e del
National Institutes of Health (Maryland, Usa), lo stesso
meccanismo è presente nelle scimmie, al fine
di garantire una maggiore cooperazione e coordinazione
fra gli individui.
Le persone spesso adottano posture, atteggiamenti e
gestualità tipici di coloro con cui interagiscono.
Quelli che vengono imitati provano una maggiore
empatia per gli imitatori e sono più inclini
ad aiutarli. Questo feeling è presente
anche in altre specie.
Per il loro studio, i ricercatori hanno scelto i cebi
dai cornetti, scimmie particolarmente socievoli, tolleranti
e flessibili.
L'esprimento
A ciascun cebo è stata data una pallina di plastica
bucherellata, allinterno della quale avevamo introdotto
delluva sultanina, che a stento poteva fuoriuscire
dai buchi. Quindi due persone, ciascuna con una palla
in mano, si posizionavano di fronte al cebo per replicarne
il comportamento.
Le scimmie hanno cercato in tutti i modi di estrarre
luvetta: infilando le dita nei buchi, mordendoli
per allargarli o sbattendo la palla a terra. Contemporaneamente,
uno degli sperimentatori ripeteva questi comportamenti
nella stessa sequenza, mentre laltro compiva le
medesime azioni in modo asincrono. Dopo questo semplicissimo
trattamento, abbiamo riscontrato che i cebi
tendevano a passare più tempo vicino allo sperimentatore
che li aveva imitati. E quando è stata data loro
la possibilità di scambiare un token
(un oggetto simbolico, nel nostro caso un gettone metallico)
per ricevere una nocciolina, le scimmie hanno preferito
farlo con lo sperimentatore imitatore, come se avessero
sviluppato un senso di vicinanza, di amicizia. Guarda il video in cui la scimmietta, senza esitare,
scambia il suo token con lo sperimentatore di
destra, quello che, in precedenza, aveva imitato perfettamente
i suoi gesti.
Imitazione e disponibilità verso gli altri hanno
avuto un ruolo importante nellevoluzione della
nostra specie. I ricercatori propongono che lo stesso
principio valga anche per primati come i cebi. Molte
loro attività, quali mangiare, spostarsi o minacciare
un predatore, vengono infatti svolte in relativa sincronia
dai membri del gruppo. Questo studio potrebbe avere importanti implicazioni
per la comprensione di alcune psicopatologie. Il
fenomeno dellimitazione è stato finora
limitato dalle scienze cognitive e comportamentali allapprendimento
di nuovi comportamenti o, nello sviluppo del bambino,
allapprendimento del linguaggio. Lo studio apre
una nuova prospettiva per cui, attraverso limitazione,
nel cervello vengono attivate sia le funzioni cognitive
sia probabilmente quelle emozionali. Ciò potrebbe
aprire nuove prospettive di ricerca e di intervento
clinico ad esempio, con i bambini che presentano deficit
dello sviluppo correlati alle competenze sociali ed
empatiche, come nellautismo.