a cura di Federico Pedrocchi, Chiara Albicocco e Ilaria Canobbio
Il 2 novembre è stata riaperta la base italiana in Antartide, la Stazione Mario Zucchelli, situata a base Terra Nova nel Mare di Ross. Questa infatti è l'unica stagione durante la quale è possibile abitare il continente, l'inverno antartico rende impossibile la permanenza di scienziati e tecnici. La stazione è in grado di ospitare un centinaio di persone, tra personale tecnico-logistico e ricercatori, e dispone di laboratori di ricerca avanzati in cui vengono studiate varie discipline: biologia, geologia, glaciologia, oceanografia e climatologia. Marino Vacchi*, ricercatore dell'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e coordinatore scientifico della base, ci racconta il suo progetto di ricerca che riguarda le influenze delle variazioni stagionali del ghiaccio marino sugli esseri viventi. "Il metabolismo di molti organismi dipende dalle dinamiche del ghiaccio marino -ci spiega il ricercatore- Definire bene quali sono questi legami è importante per prevedere i problemi connessi ai cambiamenti climatici". Durante l'inverno il mare intorno al continente antartico gela, producendo una calotta di ghiaccio che influenza il ciclo biologico di molte specie e di tutto l'ecosistema marino. "In alcune zone dell'Antartide si sta osservando un ritardo nella formazione del ghiaccio - prosegue Vacchi- e questo è preoccupante".
A tenere compagnia ai ricercatori nella lunga estate polare ci sono colonie di pinguini, foche e cetacei.
La XXVII campagna Antartica estiva 2011-2012 è promossa nell'ambito del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA) e finanziata dal Ministero per l'Istruzione, la Ricerca e l'Università (MIUR), e si concluderà il 17 febbraio 2012.
* Marino Vacchi
Primo ricercatore presso l'ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale - Genova.
Ha partecipato a 12 spedizioni in Antartide nell'ambito del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide, dal 1987 è responsabile di Progetti di Ricerca che riguardano le risorse di pesca dell'oceano meridionale.
E' specialista di teleostei Nototenioidei, il gruppo di pesci più importante nell'ecosistema costiero dell'Oceano Meridionale. I pesci denominati Notothenioidei: posseggono così molteplici peculiarità fisiologiche e biochimiche, morfologiche ed ecologiche da essere considerati l'estremo esempio di diversificazione e adattamento nel mondo animale.