Sono 36 le specie di anfibi presenti in Italia,
non molte se pensiamo che i rettili sono una sessantina,
i mammiferi oltre un centinaio e gli uccelli addirittura
500.
La scomparsa progressiva di rane, rospi, tritoni e salamandre
è un problema che affligge tutto il mondo, ma
ora l'allarme rosso è scattato anche nel nostro
paese.
Le cause sono le più diverse, si punta il dito
contro l'aumento delle temperature, i cambiamenti climatici,
ma anche l'influenza dell'attività venatoria
non è trascurabile.
Due biologi italiani, Manuela D'Amen e Pierluigi Borghi
si sono presi la briga di analizzare oltre 12.000 segnalazioni
di avvistamenti di anfibi, catalogate in 30 anni dai
ricercatori e dagli erpetologi di tutta Italia, cosa
hanno scoperto? I risultati dello studio sono stati
pubblicati su Biological
Conservation.
Noi ne parliamo con la parte femminile della ricerca,
Manuela D'Amen, biologa e dottoranda presso l'Università
Roma Tre.
Sono circa nove le specie italiane più a rischio,
ma tre di queste hanno perso dagli anni '60 più
del 30% del loro territorio:
- Discoglosso dipinto (Discoglossus
pictus)
- Ululone appenninico (Bombina
pachypus)
- Pelobate fosco (Pelobates
fuscus)