Quest'estate c'e' stata una notizia che ha fatto molto scalpore
qui negli Stati Uniti. Infatti due uomini hanno annunciato
di avere trovato il corpo di un Bigfoot
in Georgia. C'è stata una conferenza stampa con
grandissime aspettative, sperando di poter analizzare il
corpo ed il DNA di questo misterioso animale.
In realtà l'intera vicenda si è conclusa con
un costume di carnevale ripieno di parti di animali vari
e i due finti cacciatori ricercati per frode. Ora lo Yeti,
Bigfoot, Piedone, Sasquatch o come lo vogliamo chiamare,
esiste o è solo una leggenda?
Lo chiediamo a Jeff
Meldrum, professore di anatomia e antropologia presso
l'Università dell' Idaho.
P. Rebusco:
Jeff Meldrum e' esperto di locomozione e morfologia del
piede delle scimmie, scimpanzé e primati in generale,
ed è anche autore di un libro che in Italiano potremmo
tradurre: Piedone, tra leggenda e scienza. Innanzitutto,
che cosa sarebbe un piedone, un bigfoot?
J. Meldrum:
La mia ipotesi è che il bigfoot sia una specie di
scimmione non identificato, la cui esistenza non è
verificata. Sarebbe un animale simile ad un gorilla o ad
uno scimpanzé, che però vive nelle foreste
del continente nordamericano.
P. Rebusco:
Quindi il bigfoot vivrebbe negli Stati Uniti d'America,
ma c'è un altro animale leggendario, lo yeti , che
dovrebbe vivere sulle alture hymalaiane. Sono in qualche
modo relazionati?
J. Meldrum:
si', esistono altre possibili specie di scimmie, la cui
esistenza non e' verificata, che si pensa vivano in diverse
parti del mondo: lo yeti, lo yeren cinese. ..Quest'ultimo
in particolare potrebbe essere equivalente a un Bigfoot.
Recentemente sono stato in Cina ed ho potuto esaminare alcuni
elementi che indicano l'esistenza dello yeren, ed erano
simili, per esempio, alle impronte del Bigfoot nordamericano.
P. Rebusco:
Dunque ha parlato di alcuni elementi che fanno pensare che
i bigfoot, o gli yeti possano esistere. Quali sono questi
elementi?
J. Meldrum:
Ci sono vari elementi in favore dell'esistenza del bigfoot:
impronte, racconti di testimoni, filmati, peli. Dal mio
punto di vista gli elementi più convincenti sono
le impronte. Nel mio laboratorio ho più di 200 gessi
di impronte, molti estremamente interessanti, che indicano
l'anatomia di un grande primato. Si tratta di impronte diverse
da quelle umane, e che sembrano essersi evolute per adattarsi
al difficile terreno montuoso in cui si pensa che i Bigfoot
vivano. Tutto questo suggerisce che qualcosa esista, che
qualche animale lasci queste impronte altrimenti inesplicabili.
P. Rebusco:
Lei e' un esperto di queste impronte. Quali sono le caratteristiche
che le distinguono?
J. Meldrum:
Non sono semplicemente dei piedi umani ingranditi, ma hanno
delle caratteristiche molto diverse. Il piede umano e' caratterizzato
dall'arcata, con un'ampia curvatura, e dall'alluce differenziato.
Le impronte del Bigfoot indicano un piede molto più
piatto e con una maggiore flessibilità nella parte
centrale. Questa caratteristica si può vedere in
scimpanzé, orangutan e simili.
P. Rebusco:
Quindi il bigfoot avrebbe, in poche parole, i piedi piatti,
e la parte intermedia del piede più flessibile. E
in realtà e' riconosciuto dalla comunità scientifica
che queste impronte non appartengono a dei primati noti.
J. Meldrum:
Esatto. Queste impronte non sono equivalenti a nessuna impronta
di primati noti. Tra l'altro l'impronta mostra la mancanza
di un alluce divergente- a differenza dello scimpanzé,
che ha piedi simili a mani, più prensili.
Il nome dell'impronta - che si riferisce appunto alla traccia,
non all'animale che la lascia - è stato un passo
importante. Ho scritto un articolo in proposito, che e'
stato valutato ed accettato. Abbiamo chiamato questa impronta
anthropòidipes ameriboreàlis, che si
traduce semplicemente "piede della scimmia nordamericana".
P. Rebusco:
Quindi nella comunità scientifica Jeff Meldrum non
e' il solo a non escludere l'esistenza del Bigfoot.
Ricordiamo tra gli altri la primatologa inglese Jane Goodall,
famosa per il suo lavoro sugli scimpanzé. Se volessimo
trovare un po' l'analogo marino del Bigfoot, potremmo pensare
al calamaro gigante, che e' presente nelle storie e leggende
di varie culture in tutto il mondo, ma le prime prove dell'esistenza
risalgono solo alla fine del diciannovesimo secolo.
Dunque è facile pensare a un calamaro gigante che
si nasconde nelle profondità dell'oceano... Ma dove
si nasconderebbero questi Bigfoot negli Stati Uniti? E quanti
sarebbero?
J. Meldrum:
Sì, e' spesso difficile per la gente pensare a una
specie di scimmia gigante che scorrazza viva nelle foreste
degli Stati Uniti.
E soprattutto non sarebbe un solo esemplare, ma una popolazione
intera, tale da assicurarne la riproduzione. In realtà
molte persone non conoscono l'estensione di terreno non
sviluppato e selvaggio, l'estensione di montagne e foreste
che potrebbero ospitare questa specie. Si tratterebbe certamente
di un animale raro. Volendo fare una stima, penso che tra
nordovest degli Stati Uniti e Canada, ci potrebbe essere
meno di un migliaio di individui.
P. Rebusco:
Quindi ci sono alcuni elementi a favore, ma nessuna prova
che i Bigfoot effettivamente esistano
J. Meldrum:
Esatto. Per avere una prova bisognerebbe avere un corpo,
o almeno una parte dell'animale.
L'università (italiana) che non
c'è
Critiche severe e grande impegno per cambiare le cose. Intervista a Mauro
Ferrari, uno dei massimi esperti mondiali di bioingegneria e nanotecnologie.