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Yeti, tra fantasia e scienza


 
   
 

a cura di Paola Rebusco


Quest'estate c'e' stata una notizia che ha fatto molto scalpore qui negli Stati Uniti. Infatti due uomini hanno annunciato di avere trovato il corpo di un Bigfoot in Georgia. C'è stata una conferenza stampa con grandissime aspettative, sperando di poter analizzare il corpo ed il DNA di questo misterioso animale.
In realtà l'intera vicenda si è conclusa con un costume di carnevale ripieno di parti di animali vari e i due finti cacciatori ricercati per frode. Ora lo Yeti, Bigfoot, Piedone, Sasquatch o come lo vogliamo chiamare, esiste o è solo una leggenda?
Lo chiediamo a Jeff Meldrum, professore di anatomia e antropologia presso l'Università dell' Idaho.

Ascolta l'intervista a J. Meldrum

Scarica il file audio in mp3

La sbobinatura dell'intervista

P. Rebusco:
Jeff Meldrum e' esperto di locomozione e morfologia del piede delle scimmie, scimpanzé e primati in generale, ed è anche autore di un libro che in Italiano potremmo tradurre: Piedone, tra leggenda e scienza. Innanzitutto, che cosa sarebbe un piedone, un bigfoot?

J. Meldrum:
La mia ipotesi è che il bigfoot sia una specie di scimmione non identificato, la cui esistenza non è verificata. Sarebbe un animale simile ad un gorilla o ad uno scimpanzé, che però vive nelle foreste del continente nordamericano.

P. Rebusco:
Quindi il bigfoot vivrebbe negli Stati Uniti d'America, ma c'è un altro animale leggendario, lo yeti , che dovrebbe vivere sulle alture hymalaiane. Sono in qualche modo relazionati?

J. Meldrum:
si', esistono altre possibili specie di scimmie, la cui esistenza non e' verificata, che si pensa vivano in diverse parti del mondo: lo yeti, lo yeren cinese. ..Quest'ultimo in particolare potrebbe essere equivalente a un Bigfoot. Recentemente sono stato in Cina ed ho potuto esaminare alcuni elementi che indicano l'esistenza dello yeren, ed erano simili, per esempio, alle impronte del Bigfoot nordamericano.

P. Rebusco:
Dunque ha parlato di alcuni elementi che fanno pensare che i bigfoot, o gli yeti possano esistere. Quali sono questi elementi?

J. Meldrum:
Ci sono vari elementi in favore dell'esistenza del bigfoot: impronte, racconti di testimoni, filmati, peli. Dal mio punto di vista gli elementi più convincenti sono le impronte. Nel mio laboratorio ho più di 200 gessi di impronte, molti estremamente interessanti, che indicano l'anatomia di un grande primato. Si tratta di impronte diverse da quelle umane, e che sembrano essersi evolute per adattarsi al difficile terreno montuoso in cui si pensa che i Bigfoot vivano. Tutto questo suggerisce che qualcosa esista, che qualche animale lasci queste impronte altrimenti inesplicabili.

P. Rebusco:
Lei e' un esperto di queste impronte. Quali sono le caratteristiche che le distinguono?

J. Meldrum:
Non sono semplicemente dei piedi umani ingranditi, ma hanno delle caratteristiche molto diverse. Il piede umano e' caratterizzato dall'arcata, con un'ampia curvatura, e dall'alluce differenziato. Le impronte del Bigfoot indicano un piede molto più piatto e con una maggiore flessibilità nella parte centrale. Questa caratteristica si può vedere in scimpanzé, orangutan e simili.

P. Rebusco:
Quindi il bigfoot avrebbe, in poche parole, i piedi piatti, e la parte intermedia del piede più flessibile. E in realtà e' riconosciuto dalla comunità scientifica che queste impronte non appartengono a dei primati noti.

J. Meldrum:
Esatto. Queste impronte non sono equivalenti a nessuna impronta di primati noti. Tra l'altro l'impronta mostra la mancanza di un alluce divergente- a differenza dello scimpanzé, che ha piedi simili a mani, più prensili.
Il nome dell'impronta - che si riferisce appunto alla traccia, non all'animale che la lascia - è stato un passo importante. Ho scritto un articolo in proposito, che e' stato valutato ed accettato. Abbiamo chiamato questa impronta anthropòidipes ameriboreàlis, che si traduce semplicemente "piede della scimmia nordamericana".

P. Rebusco:
Quindi nella comunità scientifica Jeff Meldrum non e' il solo a non escludere l'esistenza del Bigfoot.
Ricordiamo tra gli altri la primatologa inglese Jane Goodall, famosa per il suo lavoro sugli scimpanzé. Se volessimo trovare un po' l'analogo marino del Bigfoot, potremmo pensare al calamaro gigante, che e' presente nelle storie e leggende di varie culture in tutto il mondo, ma le prime prove dell'esistenza risalgono solo alla fine del diciannovesimo secolo.
Dunque è facile pensare a un calamaro gigante che si nasconde nelle profondità dell'oceano... Ma dove si nasconderebbero questi Bigfoot negli Stati Uniti? E quanti sarebbero?

J. Meldrum:
Sì, e' spesso difficile per la gente pensare a una specie di scimmia gigante che scorrazza viva nelle foreste degli Stati Uniti.
E soprattutto non sarebbe un solo esemplare, ma una popolazione intera, tale da assicurarne la riproduzione. In realtà molte persone non conoscono l'estensione di terreno non sviluppato e selvaggio, l'estensione di montagne e foreste che potrebbero ospitare questa specie. Si tratterebbe certamente di un animale raro. Volendo fare una stima, penso che tra nordovest degli Stati Uniti e Canada, ci potrebbe essere meno di un migliaio di individui.

P. Rebusco:
Quindi ci sono alcuni elementi a favore, ma nessuna prova che i Bigfoot effettivamente esistano

J. Meldrum:
Esatto. Per avere una prova bisognerebbe avere un corpo, o almeno una parte dell'animale.

 

 

 

 

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