Why Not: il veicolo del Politecnico di Milano che detiene
il record italiano con 1931Km/l
2000 kilometri con un litro
di benzina (1931, per la precisione) valgono il decimo posto.
I primi ne hanno fatti più di 3400. Parliamo di una
competizione automobilistica molto inconsueta, in cui vince
chi consuma meno: la Shell Eco Marathon.
L'ultima si è svolta lo scorso Luglio nel Regno Unito,
sul circuito di Rockingam, e ha visto la partecipazione di
numerosi team italiani - sette in tutto - tra cui l'Xteam
del Politecnico di Milano, che un primato lo ha portato a
casa: quello italiano per il veicolo a più basso consumo.
Ma torniamo a quella cifra paradossale: 2000 chilometri
con un litro, per spiegare come salta fuori. Sì,
perché che i chilometri siano 2000 o 3000 è
quasi un dettaglio (il record mondiale supera i 5000) se
confrontiamo queste cifre con i consumi dei veicoli tradizionali,
che spesso non superano i 20.
Com'è possibile, allora, conseguire un risparmio
energetico di due ordini di grandezza? Detto che la gara
non premia certo i motori potenti, perché si svolge
a velocità molto basse (è richiesta da regolamento
un'andatura non inferiore ai 30km/h), si è solo a
un dieci percento della risposta. Il resto lo fanno decine
di dettagli, più o meno importanti, i cui contributi,
sommati, trasformano oggetti dalle forme improbabili in
Formule 1 del risparmio energetico.
Le voci principali? Aerodinamica, leggerezza del veicolo,
riduzione di ogni attrito possibile (dalle ruote al sistema
di trasmissione) ed efficienza del propulsore. Scordatevi
il comfort, però.
Si guida da sdraiati, in queste specie di wurstel a tre
o quattro ruote. La visibilità non è delle
migliori, e capita che il motore sia alloggiato pochi centimetri
dietro la testa del pilota: un inferno in tangenziale. Ma
non conta per veicoli che non intendono porsi come prototipi
delle vetture che un giorno circoleranno sulle strade, bensì
come esempi estremi, volti a dimostrare quali siano i margini
di miglioramento; quale la riserva di potenzialità
a cui l'industria dell'automobile può e deve attingere
per ridurre il gap tra reale e potenziale, anche puntando
a colmarlo solo in piccola parte. In questo video si capisce
bene com'è collocato il pilota all'interno della
macchina e come sia la gara.
Per gentile concessione della Fondazione Politecnico
di Milano
Il veicolo dell'Xteam del politecnico è un tre ruote
lungo poco meno di tre metri, largo 78 cm e alto 60 la cui
forma è ispirata a quella di una goccia d'acqua in
caduta libera. Il telaio è in alluminio; la scocca
di materiale composito ultraleggero; i freni a filo come
quelli di una bicicletta. e poi c' è il motore, elettrico,
alimentato da una cella combustibile a idrogeno (si fa poi
una conversione per stabilire a quanta benzina corrisponda
il gas consumato) e alloggiato nell'unica ruota posteriore.
Un veicolo estremo dunque, giova ripeterlo, come tutti
i veicoli che partecipano alla competizione in questa categoria;
veicoli che sacrificano comfort e prestazioni e adottano
al contempo ogni tecnologia utile pur di consumare appena
un po' meno, senza badare troppo ai costi. Una prassi impossibile
da trasferire all'Industria. Ma impossibile è anche
non chiedersi se, tra quel 20 e quel 2000, non si possa
realizzare una ragionevole, auspicabile via di mezzo.
Biodesign: un nuovo modo di progettare
Dalle giacche dei pompieri alle protesi mediche, una disciplina a cavallo
tra medicina, bioingegneria e, appunto, design
La Shell
Eco Marathon, nella sua forma corrente, è
nata nel 1985 in Francia. E' una competizione che ha
attratto migliaia di giovani ingengeri e scienziati
da 20 paesi europei. Dal 2007 se ne svolge una edizione
anche in America.
Il principio della competizione è
semplice: progettare e costrire un veicolo che usa il
minimo del combustibile per percorrere il massimo della
distanza.
Ci sono due categorie: la categoria "Prototypes",
in cui le caratteristiche di risparmio sono spinte al
massimo, a discapito di ogni comfort, e la categoria
UrbanConcept, presente solo in Europa, dove
invece i veivoli sono più vicini ai bisogni dei
guidatore di tutti i giorni. In questa categoria si
superano comunque gli 800 km/l.
Il combustibile può essere covenzionale,
come benzina, diesel o GPL, o alternativo, come solare,
idrogeno, etanolo ecc.
La prossima edizione (2009) si terrà
a Hockenheim, in Germania.
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IXteam?
Why Not!
Il Politecnico di Milano partecipa con un proprio veicolo,
progettato e realizzato dall'Xteam, un gruppo di studenti
supportati da un team manager della Fondazione Politecnico,
che finanzia l'iniziativa.
Il veicolo si chiama Why Not, e dal 2008
monta un propulsore a idrogeno.
A breve fotografie e filmati del veicolo
in azione in uno speciale di Moebius