Ricreare un'eruzione vulcanica in laboratorio, in cui il
vulcano è ricavato da un cilindro di basalto di 10
cm proveniente dall'Etna, è possibile!! Ci è
riuscito un gruppo di vulcanologi internazionale. Tra i
ricercatori impegnati nello studio, un ruolo fondamentale
lo ha giocato un italiano: Sergio Vinciguerra, ricercatore
precario dell'INGV, l'Istituto Nazionale di Geofisica e
Vulcanologia.
La ricerca si è guadagnata una pubblicazione su Science
perchè i geologi sono riusciti per la prima volta
ad isolare ed identificare i segnali sismici , i cosiddetti
tremori, che precedono le eruzioni.
La ricerca
Un campione di basalto dell'Etna è stato sottoposto
a carichi equivalenti a quelli agenti nell'edificio
vulcanico, mentre si registrano i segnali sismici. Il
campione, dotato di un foro centrale per simulare un
condotto vulcanico, genera microterremoti ad alta frequenza
durante la deformazione e fratturazione, mentre tremori
a bassa frequenza vengono scatenati dalla decompressione
dei fluidi intrappolati nelle microfratture. Questa
varietà di segnali sismici può essere
analizzata proprio come gli eventi sismici, che avvengono
su scala più grande, negli edifici vulcanici.
La ricerca è stata recentemente pubblicata sull'ultimo
numero di Science (Laboratory simulation of volcano
seismicity - Vol. 322 ottobre 2008).
"La sismicità nei vulcani è strettamente
correlata alle deformazioni del suolo, alle faglie e
ai movimenti dei fluidi vulcanici all'interno dell'edificio
- spiega Sergio Vinciguerra, dell'INGV, uno degli autori
dello studio - . La classificazione e l'interpretazione
dei segnali sismici che precedono le eruzioni vulcaniche
sono problemi aperti nella sismologia dei vulcani, infatti,
l'intrusione di dicchi e la risalita del magma all'interno
di condotti/fratture genera segnali sismici con diverse
caratteristiche, che i vulcanologi devono interpretare
durante le fasi pre-eruttive. Gli esperimenti e le analisi
strutturali dei campioni ci hanno permesso di identificare
e discriminare i meccanismi fisici che generano i diversi
segnali sismici".