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Quel vecchio sogno di volare come le rondini


 
 
 
 

a cura di Federico Pedrocchi

Sul sito del settimanale inglese New Scientist ha pubblicato questo video molto curioso. E' lungo 10 minuti...
Che è suppergiù il tempo in cui resta in volo il signore che vedrete nel film, anche se il video dura meno. Ma questo signore non usa un deltaplano o marchingegni del genere; indossa solo una tuta che gli disegna intorno al corpo alcune sporgenze, e nient'altro.
Siamo vicini all'antico sogno, quello di volare come rondini e aquile? No, non è proprio così, ma in qualche modo sì.

Prima però vi mandiamo a un altro video:


E' un filmato molto vecchio, siamo nei primi anni dell'invenzione del cinema e siamo a Parigi. E' il 4 febbraio del 1904 e un giovane austriaco, di professione fa il sarto, ha deciso di lanciarsi dal primo piano della Tour Eiffel (che comunque è collocato ad almeno una settantina di metri dal suolo); si chiama Franz Reichelt e, forte delle sue competenze di sarto, si è costruito, anche lui, una tuta. Già vedendogliela addosso, prima del grande lancio, la sensazione che si ricava è quella di un apparato che potrebbe far di tutto tranne che sostenere in volo un uomo. Guardate, devo dirvi che questo breve filmato, dura un minuto e mezzo, è di fatto l'ultimo minuto e mezzo di vita di un uomo; tuttavia è difficile resistere alla sensazione di un evento tragicomico. Franz Reichelt si presenta bardato nella su tura, ha in testa un cappello che si toglie e si rimette salutando, e poi lo vediamo sul bordo della balconata di ferro; esita ma non quanto dovrebbe, e infatti si lancia. Il filmato a quel punto è il prodoto di un'altra cinepresa, disposta a terra, e nelle sue immagini vediamo un corpo che cade come un sasso, tremedamente perpendicolare, quindi, il che significa che la tuta non ha per nulla funzionato.
Invece quelle di oggi paiono dare ottimi prestazioni. Ci sono un po' di gruppi di ricerca, sparsi nel mondo, che stanno lavorando a questo progetto, e i primi risultati paiono arrivare. Naturalmente non sono folli come il povero sarto Franz Reichelt e quindi si portano appresso un paracadute; dopo un lungo volo planato, che può durare diversi minuti, lo aprono. Infatti le ricerche non hanno ancora raggiunto uno sviluppo che consenta un atterraggio tranquillo e controllato. Però lì si vuole arrivare.
Queste tute moderne non cercano di imitare le ali dei pipistrelli o quelle dei grandi uccelli(anche Leonardo da Vinci pensò ad ali del genere); si basano invece su altri principi, per esempio quello di far passare l'aria all'interno di piccole strutture tubolari di nylon. Questo meccanismo crea dei vortici che conferiscono al corpo una spinta verticale. I risultati si vedono già sul campo. Un paracadutista, in caduta libera e cioè prima di aprire il paracadute, scende a una velocità di 195 km orari circa. Con queste tute, invece, ci si ferma intorno agli 80/100 km orari. Ma c'è anche una velocità orizzontale che varia da 110 a 160 km orari.

 

 

 

 

 

 

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