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Arriva il velocipede inerziale ad alta efficienza


 
 

Il velocipede, un mezzo per due
 
 

a cura di Maurizo Melis

ascolta l'intervista con Francesco Cozzo

Ciclismo… ovvero il lento scorrere del paesaggio, il vento sulla faccia, la metafora del viaggio; ma soprattutto fatica, sudore e sofferenza. Per questo o lo si ama, o non lo si sopporta.
Il punto è che la bicicletta è un macchinario infernale; affascinante certo, ma tutt'altro che ottimizzato. Anche perché, nonostante i perfezionamenti che si sono accumulati negli anni, ha mantenuto inalterata l'impostazione iniziale, che è drammaticamente sbagliata. In che senso? Nel senso che è terribilmente inefficiente nel trasformare l'energia del corpo umano in movimento. Insomma, si potrebbe tirarne fuori molto di più; fare lo stesso percorso con assai meno fatica e qualche doloretto in meno. Il video qua sotto ne da una dimostrazione pratica (ma vi consigliamo di iniziare a guardarlo da un terzo in avanti).

L'inefficienza della bicicletta (cioè il cattivo accoppiamento con il suo motore umano) è un dato noto da tempo, ma le abitudini - figuriamoci le tradizioni sportive - sono dure a morire. Qualcuno che tenta di cambiarle, però, c'è. E tra costoro è sicuramente da annoverare Francesco Cozzo con il suo velocipede inerziale ad alta efficienza.

L'oggetto è tra i vincitori di K-idea, un concorso organizzato dal Km Rosso di Bergamo e da Bergamo Scienza che offriva l'opportunità di presentare la propria invenzione a un pubblico di partner potenzialmente interessati: ricercatori, industria ecc.

Il velocipede di Cozzo risolve il problema dell'inefficienza con alcuni accorgimenti ergonomici (come il pedale con appoggio tibiale, in fotografia)e un peculiare sistema di accumulo e rilascio dell'energia (il recuperatore-propulsore inerziale) che riduce di molto i picchi di stress muscolare, e questo senza stravolgere l'architettura della bicicletta (in passato per esempio, la bicicletta "recumbent", con cui si pedala da sdraiati, pur funzionando benissimo non ebbe successo).

 

L'obiettivo dichiarato è fare della bicicletta un mezzo definitivamente piacevole e salutare, eliminando il "sacrificio" a cui spesso si associa la pedalata. Insomma: un mezzo che forse non appassionerà gli sportivi, ma certamente più adatto per gli spostamenti quotidiani.


il Recuperatore-propulsore inerziale smorza i picchi di fatica

ascolta l'intervista con Francesco Cozzo

 

 

 

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