Ciclismo ovvero il lento scorrere del paesaggio,
il vento sulla faccia, la metafora del viaggio; ma soprattutto
fatica, sudore e sofferenza. Per questo o lo si ama,
o non lo si sopporta.
Il punto è che la bicicletta è un macchinario
infernale; affascinante certo, ma tutt'altro che ottimizzato.
Anche perché, nonostante i perfezionamenti che
si sono accumulati negli anni, ha mantenuto inalterata
l'impostazione iniziale, che è drammaticamente
sbagliata. In che senso? Nel senso che è terribilmente
inefficiente nel trasformare l'energia del corpo umano
in movimento. Insomma, si potrebbe tirarne fuori molto
di più; fare lo stesso percorso con assai meno
fatica e qualche doloretto in meno. Il video qua sotto
ne da una dimostrazione pratica (ma vi consigliamo di
iniziare a guardarlo da un terzo in avanti).
L'inefficienza della bicicletta (cioè il cattivo
accoppiamento con il suo motore umano) è un dato
noto da tempo, ma le abitudini - figuriamoci le tradizioni
sportive - sono dure a morire. Qualcuno che tenta di
cambiarle, però, c'è. E tra costoro è
sicuramente da annoverare Francesco Cozzo con il suo
velocipede inerziale ad alta efficienza.
L'oggetto è tra i vincitori di K-idea, un concorso
organizzato dal Km Rosso di Bergamo e da Bergamo Scienza
che offriva l'opportunità di presentare la propria
invenzione a un pubblico di partner potenzialmente interessati:
ricercatori, industria ecc.
Il velocipede di Cozzo risolve il problema dell'inefficienza
con alcuni accorgimenti ergonomici (come il pedale con
appoggio tibiale, in
fotografia)e un peculiare sistema di accumulo e rilascio
dell'energia (il recuperatore-propulsore inerziale)
che riduce di molto i picchi di stress muscolare, e
questo senza stravolgere l'architettura della bicicletta
(in passato per esempio, la bicicletta "recumbent",
con cui si pedala da sdraiati, pur funzionando benissimo
non ebbe successo).
L'obiettivo dichiarato è fare della bicicletta
un mezzo definitivamente piacevole e salutare, eliminando
il "sacrificio" a cui spesso si associa la
pedalata. Insomma: un mezzo che forse non appassionerà
gli sportivi, ma certamente più adatto per gli
spostamenti quotidiani.
il Recuperatore-propulsore inerziale smorza i picchi
di fatica
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